Alangrime: Colpogrosso – 20 aprile 2020

Alangrime

Colpogrosso

(R)esisto Distribuzione

20 aprile 2020

genere: synth, dark, lo-fi, elettronica, post rock

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Lanciare dunkin donuts nello spazio: lo ha fatto una coppia di svedesi, legando un donut ad un pallone aerostatico con una telecamera attaccata, per documentare l’avventura del donut nel cosmo.

Immaginate: il fascino della luce dell’atmosfera e quel tappeto di stelle in contrasto con il luccichio “zuccheroso glam” del donut interstellare.

Una ciambella glassata sospesa nello spazio è anche la copertina di Colpogrosso, album d’esordio di Luca Scopetti con lo pseudonimo di Alangrime, pubblicato il 20 aprile scorso (a distanza di quattro anni dall’ultimo lavoro discografico con i Nervovago) per l’etichetta ferrarese (R)esisto Distribuzione ed anticipato dall’uscita del singolo Marziana.

Colpogrosso (titolo che riporta alla mente il popolare varietà “streap tease” televisivo condotto da Umberto Smaila, andato in onda dal 1987 al 1992) è un’opera composta da 11 tracce inedite dalle sonorità elettroniche, dark synth e lo-fi alla Nine Inch Nails, tra pianoforte, riverberi e delay, che si intrecciano ad atmosfere intense, dilatate, oniriche, rarefatte, ansiogene, malinconiche, cupe, tristi e nostalgiche.

Il trentaseienne polistrumentista pisano divide la sua passione artistica tra writing, pittura e musica, sublimando e amalgamando le sue capacità e le sue paure esistenziali in questo nuovo progetto musicale, forte di una scrittura originale, cruda, passionale e coinvolgente, descritta con uno stile riconoscibile.

Alangrime, così come Caronte, traghetta le nostre anime in un esilio forzato (specchio fedele dei tempi), attraverso la sua ricerca personale interiore, dando forma alle canzoni dell’album come fossero un’estensione fisiologica di ciò che dipinge, recando con sé elementi disagevoli tanto cari ai Verdena come soffocamento, pessimismo e rabbia.

Un percorso nel quale il cantautore toscano (dal timbro indolente, sensuale, potente e disperato, a metà tra Aimone Romizi dei FASK – non a caso si parla di demoni, così come in uno dei brani dell’ultimo disco dei FASK – ed Achille Lauro) racconta la propria visione intimista della condizione umana nella sua quotidianità, in un puzzle e figure di volti legati gli uni agli altri, mediante pennellate energiche e colori vivaci.

Colpogrosso si muove lentamente a bordo di un Discovolante, su ritmiche ripetitive, sintetiche, distorte, sature e melodiche, dove arpeggi amari e deprimenti amplificano, abbracciano ed accompagnano una lunga danza erotica, struggente, scazzata, sentimentale, depressa ed ipocondriaca, ingabbiata in una stanza mentale vuota, oscura, nichilista e, senz’altro, carente di serotonina.

Come in un dipinto di Picasso, così si sviluppa la Guernica di Alangrime: un bombardamento entropico e surreale di onde emotive che si infrangono sugli scogli della disillusione e dei ricordi, in una sorta di Cubismo musicale inquieto ed introspettivo che cerca rifugio nel sogno e nell’arte.

Ne consegue, quindi, un esplicito senso di impotenza (condivisibile) che rende impossibile staccarsi da un presente fratto futuro sempre più destabilizzante. Alangrime è un animale notturno rincorso dai rimpianti, dalla solitudine ed ossessionato dall’influenza caotica, affascinante e spaventosa di Plutone.

Quello di Alangrime è un grido di liberazione e speranza, nonché l’urgente desiderio di rinascere, trasformarsi ed evadere dal conformismo e dalle formalità della nostra contemporaneità, mascherandosi da supereroe moderno.

Colpogrosso è, pertanto, il modo in cui Luca Scopetti guarda se stesso ed il mondo esterno, con gli occhi del suo alter ego e nell’arduo compito di mantenere la giusta distanza tra le due identità, evitando una “lotta di posizione” e, di conseguenza, scambio e confusione nei ruoli simbiotici.

Tracklist:

1. Marziana

2. @valenappi

3. Dreamramen

4. Crudimecruditè

5. Metti Che Nevica Solo Per Noi

6. Discovolante

7. @emrata

8. Plutone

9. Guernica

10. Massera

11. Unicorn

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