Guns N’ Roses – Chinese Democracy

23 Novembre 2008.

I Guns N’ Roses pubblicano il loro sesto album in studio, ‘Chinese Democracy’.

Eravamo nel 2008.

Secondo l’astrologia cinese, termina l’anno del maiale e inizia l’anno del topo.

Il Topo ( 鼠 ) era ritenuto, nei tempi antichi, protettore e portatore di prosperità materiale. È un animale associato con l’aggressione, la ricchezza, il fascino e l’ordine, ma anche con la morte, la guerra, l’occulto, la peste e le atrocità.

Il senatore Barack Obama è eletto come 44º presidente degli Stati Uniti d’America.

Il petrolio raggiunge il suo record avvicinandosi a 150 dollari/barile per poi crollare alla fine dell’anno a prezzi sotto i 40 $/barile.

Crollano le borse mondiali con perdite superiori al 10%.

Era il 23 novembre del 2008.

Viene pubblicato l’album probabilmente più rimandato della storia del rock! ‘Chinese Democracy’ dei Guns n Roses.

Mi ricordo che lo trovai, con estrema sorpresa, in un negozio di musica di Madrid e ovviamente lo acquistai, alla modica cifra di 10€.

Dal 1991, cioè da quando Rose ottenne tutti i diritti sul nome Guns N’ Roses, da un punto di vista pratico e non, il marchio GNR significava soltanto Axl Rose. Perfino il logo era cambiato.

C’è addirittura chi sostiene che la miglior cosa che sarebbe potuta accadere ai Guns N’ Roses sarebbe stato morire attorno al 1991.

Ma forse è una visione troppo romantica per chi vorrebbe idealizzare e rendere immortali i propri idoli rock.

Ovviamente non intendo dilungarmi sulle vicende e vicissitudini legate ai Guns n’ Roses di quel periodo storico.

La band esisteva grazie ad Axl Rose e Dizzy Reed, insieme all’ex bassista dei Replacements Tommy Stinson, Buckethead, un chitarrista ossessionato dai robot con un secchio di Kentucky Fried Chicken in testa, Robin Finck dei NIN, Bryan Mantia ex batterista dei Primus, fino all’ultimo arrivato Dj. Ashba, giovane chitarrista parecchio ispirato dallo stile di Slash, sebbene più dal punto di vista estetico che esecutivo.

Insomma, in quel momento storico bastava prendere Axl e metterlo sul palco semplicemente insieme ai suoi compagni di scuola e quelli sarebbero stati i nuovi Guns N’ Roses!

Nel frattempo gli ex membri storici dei Guns, invece, avevano proseguito a produrre musica in maniera continua; ad esempio i progetti solisti di Izzy Stradlin e gli Ju Ju Hounds, Slash’s Snakepit, alcuni album di Duff McKagan ed il progetto Velvet Revolver, un mega gruppo formato da Slash, Matt Sorum, Duff ed il compianto Scott Weiland, mentre Axl e il suo progetto con i nuovi Guns n Roses erano ormai dati per persi dal lontano 1999.

‘Chinese Democracy’ non è un classico album in stile Guns, chi si aspettava i vecchi Guns rimase sicuramente deluso. C’è addirittura chi ribattezzò il gruppo con il nome Axl Rose Band oppure Axl Rose Democracy.

Ma questo disco racchiude tutta l’essenza del nuovo Axl Rose, del suo nuovo progetto artistico dal sound più elettronico, più industriale, più orchestrale, più maturo anche semplicemente nel modo di interpretare i brani a livello prettamente vocale.

Un metal aggressivo industriale mescolato allo spirito dei Led Zeppelin e filtrato attraverso la sensibilità di Elton John.

La opener song, nonché title track, porta con sé ancora gli strascichi e i riff dei bei tempi, ma già dalla seconda traccia in poi ascolteremo il nuovo sound dei nuovi Guns.

Brani come ‘Streets of Dream’, ‘Sorry’, ‘Madagascar’, ‘This I Love’, ‘Better’, a mio avviso, rappresentano i momenti più alti di questo disco tanto atteso, tanto da entrare in pianta stabile nella set list dei concerti.

‘Chinese Democracy’ si chiude con il brano decisamente piu hard rock, ‘Prostitute’, che regala un degno finale a chi aveva storto la bocca ad un primo e poco attento ascolto a quello che rappresenta a tutti gli effetti la nuova vita artistica di Axl Rose, secondo me il più grande frontman hard rock di tutti i tempi.

Certo, Axl Rose non era più l’icona sexy di fine anni Ottanta e inizio anni Novanta; nel 2008 il suo fisico era evidentemente appesantito, il suo viso più gonfio rispetto al passato e con un pizzetto da camionista polacco.

Ma il suo range vocale ed il suo carisma sul palco rimasero intatti.

Chinese Democracy fu pubblicato dopo una gestazione di ben quindici anni.

L’album più costoso e rimandato della storia della musica, con una spesa di produzione di circa 13 milioni di dollari.

Chinese Democracy, purtroppo, non sarà mai fantastico come Appetite for Destruction, ma questo credo lo sappia anche Axl.

https://youtu.be/udj_OdyttZc

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