Kiss: Animalize

13 settembre 1984.
I Kiss pubblicano Animalize, il loro dodicesimo album, pubblicato per l’etichetta discografica Mercury Records.

Alla fine del Lick It Up Tour del 1984, parliamo di fine marzo, Gene Simmons e Paul Stanley dovettero affrontare il problema della sostituzione di Vinnie Vincent, con il quale i rapporti erano peggiorati in maniera irreversibile.

Vinnie Vincent cercò in parte di sfruttare la notorietà, acquisita grazie alla sua collaborazione con i Kiss, e così diede vita al suo progetto Vinnie Vincent Invasion, al pari del suo predecessore Ace Frehley con la sua band Frehley’s Comet.

Due band che, purtroppo per loro, avranno vita breve e che andranno ad affollare la sovrapproduzione heavy metal di quel periodo che va dal 1984 al 1988.

Il successo del thrash metal, nella seconda metà degli anni ’80, li sotterrò definitivamente.

Quindi, l’emergenza per i Kiss era trovare quanto prima un nuovo chitarrista.

La scelta ricadde su un insegnante di chitarra californiano, lo sfortunato Mark St. John, che durò solamente da maggio a dicembre, giusto il tempo di registrare Animalize.

Mark St. John fu costretto ad abbandonare a causa di un problema di salute: Mark era affetto dalla sindrome di Reiter, una forma di artrite che colpisce i tendini della mano. Bel cazzo di problema se fai il chitarrista.

Alla fine venne ingaggiato Bruce Kulick, che fu presentato ufficialmente come il nuovo chitarrista dei Kiss.

Animalize per i Kiss rappresentò l’album della riscossa, del ritorno al successo vero, che mancava dal 1979 dai tempi di Dynasty.

Animalize è un disco quasi interamente scritto da Paul Stanley, visto che in quel periodo l’altro leader Gene Simmons era alle prese con il suo primo film da attore, Runaway con Tom Selleck.

Animalize trovò così il favore delle radio e di MTV, tornando ai piani alti delle classifiche americane.

Il primo singolo fu la bellissima Heaven’s On Fire, trasmessa fino alla nausea da Mtv, tanto da far schizzare le vendite, fino ad ottenere il disco di platino, un gradito ritorno nella bacheca trofei dei Kiss.

Con la riuscita operazione di marketing, anche il merchandising dei Kiss tornò a riprendere il volo.

Così, tutto prese un nuovo corso: nuovo look con vestiti tigrati (così come la copertina del disco) e aderenti, capelli cotonati nel classico stile hair metal.

Una nuova immagine, che se da una parte ricalcava il lato selvaggio e da puttanieri dei Mötley Crüe, dall’altra riprendeva il lato tenero e cuccioloso dei Bon Jovi.

Somigliavano parecchio a delle cartomanti, un pò come alcune mie zie quando si vestivano a festa.

Thrills In The Night fu invece il secondo singolo estratto dall’album: proprio nel video di questa canzone fece la sua prima apparizione il chitarrista Bruce Kulick.

Animalize, secondo me, non passerà alla storia come miglior disco dei Kiss, e credo lo sappiano i Kiss stessi per primi, ma merita sicuramente un ascolto spensierato e perché no, anche un posticino nella collezione casalinga di ognuno di noi.

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