Kiss – Dynasty

23 maggio 1979.

I Kiss pubblicano ‘Dynasty’, l’album dell’era disco-rock della band newyorkese, quello di ‘I Was Made for Loving You’, per intenderci.

Il 1978 si concludeva con il film ‘Kiss Meets the Phantom of the Dark’ e la decisione di non andare in tour per promuovere l’uscita dei quattro dischi solisti dei componenti dei Kiss.

I Kiss stavano attraversando un periodo di problematiche: quelle legate alla droga per il batterista Peter Criss e la delusione di Ace Frehley in merito alla direzione intrapresa dalla band.

Ace Frehley era un conservatore del rock and roll classico, la sua mentalità da rocker era estranea ai giochi di potere delle mode e del business discografico, un pò quello che fu David Lee Roth a metà degli anni ’80 per i Van Halen.

Fatto sta che nel 1979 i Kiss erano diventati la band più famosa d’America.

Gene Simmons nel 2002 disse: “Arrivammo in testa alla classifica Gallup delle rock band per tre anni di fila. Al secondo posto c’erano i Beatles, seguiti dai Bee Gees e Led Zeppelin.

Eravamo così rappresentativi che era difficile immaginare di poter diventare più famosi”.

Ma al di là delle problematiche, lo show dei Kiss doveva continuare. E così è stato.

Due sono le cose certe nella vita: la morte e i concerti dei Kiss.

La fine degli anni ’70 fu caratterizzata dall’esplosione del nichilismo punk da un lato, e della dance music dall’altro.

Il punk implose prima ancora di arricchire i ‘parrucconi’ della discografia, mentre la disco music divenne sempre più popolare, trainata dalla sua radice black e soul.

Il contesto in cui si sviluppa è la discoteca, che proiettava già il business discografico verso l’edonismo del decennio successivo, offrendo quindi una nuova ‘gallina dalle uova d’oro’ da scoprire e sfruttare economicamente.

Gloria Gaynor, Diana Ross, Donna Summer, Barry White, Village People, Earth Wind & Fire (solo per fare qualche nome famoso) faranno le fortune delle case discografiche e chiuderanno il decennio dei ’70 con la pellicola cult e simbolo di quel periodo storico, ‘La Febbre del Sabato Sera’ con un giovane John Travolta.

Tornando ai Kiss.

I produttori della Casablanca Records volevano per forza inserire i Kiss in questo contesto dance, del resto l’immagine della band era ormai un entità autonoma, che brillava di luce propria anche senza il supporto della musica, basti pensare al successo del merchandising Kiss.

Secondo Bogart e Aucoin, era possibile conciliare il rock dei Kiss alle luci stroboscopiche della discoteca.

E così, il 23 maggio del nostro 1979, esce ‘Dynasty’, la dimensione dance dei Kiss: distorsioni e volume delle chitarre ridotti, sound meno aggressivo, e maggior risalto invece all’immagine stroboscopica e luccicante della band.

Tutto era più colorato e meno gotico, come si può vedere già dalla copertina dell’album.

Immagino che per un fan dei Kiss, all’epoca, dev’essere stato abbastanza traumatico l’approccio a ‘Dynasty’: basso saltellante e batteria pulsante aprono uno dei brani più popolari e meno rock della loro intera discografia, ‘I Was Made for Loving You’, seguiti dai cori in falsetto alla Bee Gees.

Quasi un pugno allo stomaco.

Nonostante la delusione e lo scetticismo di Ace Frehley, in quest’album il suo apporto nel songwriting è addirittura maggiore rispetto a quello di Gene Simmons, che in questo disco ha un ruolo quasi di secondo piano.

Ma quello che incarnava meglio questa dimensione soul, dance, ruffiana e androgina, era sicuramente Paul Stanley; infatti i due brani più rappresentativi del disco, ‘I Was Made for Loving You’ e ‘Sure Know Something’, sono sue creature, brani senza tempo della discografia dei Kiss e del rock in generale.

Il gradino più basso del podio di ‘Dynasty’ spetta, a mio avviso, alla canzone ‘2000 Man’, brano cover dei Rolling Stones, cantata da Ace Frehley.

Non me ne vogliano i fan degli Stones, del resto sono anch’io un loro fan, ma la versione di Ace è decisamente migliore, conseguenza diretta di un lavoro di produzione di alto livello.

Però, il testo rimane quello degli Stones, “I am having an affair with a random computer”.

Gli Stones avevano già previsto il futuro.

‘Dynasty’ è un album divertente ed importante, per capire l’evoluzione della band e di quel periodo storico.

I dinosauri si sono estinti tante ere geologiche fa, proprio perché non sopravvissero al cambiamento delle condizioni climatiche.

I Kiss, invece, sono sopravvissuti a tutto, perché si sono sempre adeguati al cambiamento dei tempi.

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