Lars Ulrich

Danimarca, 26 dicembre 1963.
Nasce Lars Ulrich, batterista, leader e fondatore dei Metallica, insieme a James Hetfield.
Lars, in fase adolescenziale, è stato un promettente tennista, ma, dopo aver visto il suo primo concerto (Deep Purple, nel febbraio 1973 a Copenaghen), rimase affascinato dallo stile di Ian Paice, e così i genitori gli comprarono una batteria, con la quale iniziò a far pratica a 13 anni, suonando proprio i pezzi dei Deep Purple con i suoi amici. Crebbe ascoltando anche Motörhead, Thin Lizzy, Iron Maiden, Def Leppard e Diamond Head
Alla fine degli anni ’70, la sua famiglia dovette trasferirsi negli Stati Uniti per motivi di lavoro, e proprio negli Stati Uniti iniziò a dedicarsi a tempo pieno al lavoro di batterista, abbandonando così, definitivamente, il tennis.
Per la gioia dei suoi detrattori.
Lars Ulrich raccontò che una volta, quando lui non era ancora famoso, assistette ad un concerto dei Mötley Crüe; indossava una maglia degli Iron Maiden, aveva bevuto e così andò sotto il palco, davanti a Nikki Sixx, bassista dei Mötley, e gli urlò “Mötley Crüe, fottetevi!”.
Nikky lasciò il palco e lo rincorse, ma Lars, essendo alto 1.67, scappò con molta facilità, dato che Nikki non poteva correre per via dei suoi stivali con le zeppe di oltre 15 cm.
Lars è, ancora oggi, un personaggio amato e odiato, non solo dai fan dei Metallica: un musicista che ha da sempre diviso gli umori dell’opinione pubblica.
James Hetfield ricorda che Lars era sempre nervosissimo sul palco, fin dalle primissime esibizioni della band, e ciò lo portava a stravolgere e accelerare tutte le ritmiche.
A quanto pare, la velocità del thrash metal trae origini anche da questo fattore. Infatti nessuno dei suoi compagni aveva il coraggio di dirgli nulla e cercavano di stargli dietro suonando altrettanto veloce.
Il 25 maggio 1982 Lars fece suonare la sua band nella sua scuola, la Back Bay School, ma i pochi studenti che decisero di dar loro un ascolto si dileguarono in pochissimo tempo.
Il batterista divenne presto il compagno di bagordi di Hetfield, e con lui divise la camera d’appartamento quando si trasferirono a Frisco.
Mi è capitato spesso di leggere su internet, tra social e forum, critiche feroci nei confronti di Lars Ulrich.
Ma non solo su di lui: ho letto anche commenti del tipo “Kirk Hammett fa gli assoli solo con il wah wah, “Lars Ulrich non sa suonare la batteria”, “Slash usa sempre la stessa pentatonica”, “I dischi degli Ac/Dc sono tutti uguali”, etc.
Diciamo che ne abbiamo sentire e lette di tutti i colori, e sappiamo che la realtà virtuale di internet è una potente cassa di risonanza.
A volte mi chiedo come si faccia a denigrare, in maniera così ‘leggera’, certi mostri sacri del rock, che hanno fatto dischi su dischi, alcuni leggendari, e migliaia di concerti.
Lars Ulrich, che piaccia o meno, è stato, e lo è ancora oggi, uno dei giganti della scena rock metal degli ultimi 35 anni. Questo non significa assolutamente che non si possa criticare, è un diritto di tutti, e oltretutto non è scritto da nessuna parte che un artista debba piacere per forza. Però mi chiedo, come si fa a pensare seriamente che Lars Ulrich non sappia suonare?
Può non piacere il suo stile in assoluto, oppure in maniera parziale, ma certe affermazioni da parte di fan dei Metallica, o del metal in generale, così estreme (ovviamente non mi riferisco alle provocazioni artefatte), mi lasciano interdetto, e perdono del tutto, secondo me, la credibilità di una critica. E non ne faccio assolutamente un discorso tecnico, perché non sono un musicista.

“Se non ci fossero stati i Black Sabbath non ci sarebbero stati i Metallica. Se non ci fossero stati i Black Sabbath, l’hard rock e l’heavy metal che conosciamo oggi sarebbero stati molto differenti. Se non ci fossero stati i Black Sabbath, io sarei rimasto un distributore di giornali”.
– Lars Ulrich

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