Lou Reed

New York, 2 marzo 1942.

Nasceva Lou Reed, all’anagrafe Lewis Allan Reed.

Nel 1966 fonda i Velvet Underground, insieme a John Cale, Sterling Morrison e Maureen Tucker, lavorando sotto la regia di Andy Warhol, ed entrando nella storia del rock attraverso la narrazione cruda, realista ed ironica della sottocultura newyorkese.

Intraprenderà una lunga carriera solista a partire dai difficili anni ’70, per cinque decadi, restando una delle figure più influenti della musica e dei costumi contemporanei.

‘Perfect Day’ è il suo gioiello di rara lucentezza, scritto e pubblicato nel 1972 su ‘Transformer’, disco prodotto da David Bowie e Mick Ronson.

David Bowie si offrì di produrre questo disco per riconoscenza nei confronti di uno dei propri maestri riconosciuti di quel periodo storico musicale.

Come molte canzoni di Lou Reed del primo periodo Velvet Underground e poi da solista, potrebbe contenere riferimenti nascosti al mondo della droga.

In apparenza è un canto d’amore per una donna, da molti identificata in Bettye Kronstrad, che presto sarebbe diventata la sua prima moglie.

Ma tutta la dolcezza e la meraviglia del testo potrebbero non appartenere a un quadro idilliaco.

La destinataria della canzone potrebbe essere invece l’eroina.

È lei, nel gergo dei junkies, regala il giorno perfetto, ti fa dimenticare chi sei e ti fa pensare di essere qualcun’altro, una persona migliore.

In quest’ottica è più facile interpretare il verso “You just keep me hanging on”.

È la droga, più che una donna, a tenerti sempre legato a in filo.

A questa interpretazione si è certamente collegato Danny Boyle, che ha utilizzato ‘Perfect Day’ in ‘Trainspotting’ nella scena in cui il protagonista va in overdose.

Diciamo che ‘Perfect Day’ sta al rock statunitense come ‘Per Elisa’ di Battiato alla canzone italiana, anch’essa al centro di doppie interpretazioni e rimandi possibili alla droga.

Secondo il critico musicale Lester Bangs, «Lou Reed è la persona che ha dato dignità, poesia e una sfumatura di rock alle droghe, all’omosessualità, al sadomasochismo, all’omicidio, alla misoginia e al suicido».

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