Mogwai: recensione di As The Love Continues

Mogwai

As The Love Continues

Temporary Residence, Rock Action

19 Febbraio 2021

genere: post-rock, alternative rock

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Recensione a cura di Mamunia

Drive Fantasy è il primo singolo estratto da As The Love Continues. La sua pubblicazione è stata accompagnata da quella sensazione che può essere descritta solo in francese: alle prime note, ai primi contrappunti elettrici, in un déjà vu riaffiora quell’avvolgente linea melodica che ha sempre caratterizzato il lavoro dei Mogwai e quella stessa atmosfera ambient di Hardcore Will Never Die, But You Will.

Il live streaming del concerto registrato al Tramway di Glasgow ha ufficialmente aperto la pista per il resto dell’album. Trasmessa il 13 febbraio scorso, la performance anticipa di una settimana la pubblicazione di As The Love Continues e si allinea alla scelta compiuta da molti di promuovere esibizioni online a pagamento, in risposta a un momento di stasi totale del settore e nella speranza che la tendenza si esaurisca al rifiorire della scena live, senza cannibalizzare un comparto in agonia da oltre un anno.

L’incipit di As The Love Continues sembra continuare un fil rouge iniziato con Every Country’s Sun nel 2017: con la sua lenta progressione sonora, To The Bin My Friend, Tonight We Vacate Earth è un gioiello, impreziosito da quel muro del suono di chitarre elettriche che, a poco più di un mese dalla scomparsa del celebre produttore discografico, non può che rievocare lo Spector Sound.

In Here We, Here We, Here We Go Forever e soprattutto in Ritchie Sacramento, i Mogwai dimostrano di poter trascendere i limiti di genere, senza tradire l’identità post-rock di cui la band scozzese è bandiera da oltre vent’anni. L’immediatezza delle linee melodiche, il climax ascendente intorno al quale sono costruiti i brani e le esplosioni dirompenti: As The Love Continues è un album che entusiasma fin dal primo ascolto.

Esattamente 25 anni dopo l’esordio di Tune / Lower, il titolo del nuovo album sembra presagire una disposizione d’animo forse inedita per i Mogwai, una sorta di dichiarazione d’intenti a voler perseverare (It’s What I Want To Do, Mum) in ciò che li ha resi unici: una struttura stratificata di suoni in crescendo, supportata generalmente da un’introduzione che riesce ad anticipare, in una sorta di delicato sussurro, i temi emergenti. È ciò che succede in Drive The Nail, dal sapore grunge, ma particolarmente in Fuck Off Money, caratterizzata da una traccia vocale distorta che prelude a un’esplosione elettrica e catartica.

It’s the only time we left Scotland since this whole thing began… going to England being amazing is not a sentence I thought I’d ever say in my life“. È così che Stuart Braithwaite descrive la genesi di As The Love Continues, con Dave Fridmann dall’altra parte dell’oceano a produrre via Zoom. Le sessioni di registrazione si sono tenute all’inizio del 2020 e hanno risentito dell’imposto lockdown meno di quanto gli stessi Mogwai ritenevano di poter sperare. Ceiling Granny, oltre ad essere una prova rock sontuosa, è anche la dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto sia in studio che in fase di produzione: picchi di risonanza e punti di assenza del suono sono equilibrati grazie all’uso sapiente del feedback, in un effetto flanger avvolgente che fa rimpiangere di non poter assistere all’esecuzione del brano da vivo, in immersione sonora totale.

Al numero 1 nella classifica UK, vetta mai raggiunta dai Mogwai in 25 anni di carriera, As The Love Continues si fregia anche di due collaborazioni degne di nota: Atticus Ross (spalla di Trent Reznor e dei suoi Nine Inch Nails) partecipa a Midnight Flit, contrapponendo alla cupa intensità delle chitarre roboanti, un crescendo di archi e tastiere che da solo sarebbe capace di sostenere l’intero pezzo; Colin Stetson lascia il segno su Pat Stains, arricchendo l’incedere acustico del brano con la sua occulta performance al sax.

Una quasi danzereccia Supposedly, We Were The Nightmares anticipa l’inchino finale. Congedandosi dall’ascolto con It’s What I Want To Do, Mum, l’album chiude come aveva esordito: un’epica escalation sonora capace di descrivere pienamente il motivo conduttore di quest’ultimo lavoro e di una carriera intera. Il migliore dai tempi di Mr. Beast, As The Love Continues è l’ultima prova di una band che non rischia di ripetersi, ma riesce a mantenere stoicamente l’unicità della propria identità musicale.

Credits:
Tutte le canzoni sono scritte e interpretate dai Mogway, che sono: Stuart Braithwaite (chitarra, voce), Barry Burns (chitarra, piano, synthetizer, voce), Dominic Aitchison (basso) e Martin Bulloch (batteria).

L’album è prodotto e mixato da Dave Fridmann in remoto dai Tarbox Road Studios di Cassadaga (New York, USA). Registrazione ed engineering a cura di Tony Doogan presso i Vada Studios di Alcester (EN). Artwork di DLT.

https://www.facebook.com/mogwai

Tracklist:
1. To The Bin My Friend, Tonight We Vacate Earth
2. Here We, Here We, Here We Go Forever
3. Dry Fantasy
4. Ritchie Sacramento
5. Drive The Nail
6. Fuck Off Money
7. Ceiling Granny
8. Midnight Flit
9. Pat Stains
10. Supposedly, We Were Nightmares
11. It’s What I Want To Do, Mum

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