Moonmine: recensione di My Revolution

Moonmine

My Revolution

IN THE WOOD Records

20 Marzo 2021

genere: folk pop

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Recensione a cura di Mamunia

Moonmine se la suona e se la canta da solo, di nuovo. Il 20 Marzo è uscito il secondo EP dell’eclettico cantautore italiano, a poco più di un anno da Private Conversations. My Revolution è free pop: “free from labels, catalogs, rules or pre-established dogmas”. Così Moonmine definisce il suo approccio e questo senso di libertà arriva forte e chiaro dopo gli appena 11 minuti di musica.

L’EP si apre con note lievi e stentate, in cerca di compiutezza. L’esplorazione armonica è brutalmente interrotta dall’arpeggio di una chitarra acustica e da Moonmine stesso che irrompe ruggendo in Karma (Hate Love pt. 2).

Introducendo il brano, l’autore dichiara si tratti di “una riflessione su quanto e in che modo ci ritorna ciò che facciamo e siamo durante il nostro percorso di vita”. I versi finali si interrogano infatti proprio sul principio di reciprocità dei sentimenti: “want you give me back the love/hate I gave you?”.

L’effetto è quello di una limonata ghiacciata in una torrida giornata estiva: aspra ma rinfrescante. Il parallelismo suggerito dal titolo con The Power of Hate (HATE>LOVE) su Private Conversations è svelato anche dalla struttura del brano e dalla sua evoluzione melodica.

“A long day, the distress won my war. She’s in love and waiting for. I could remember the way”: in questi versi di apertura e nella personalizzazione dell’angoscia prende forma in uno stile musicale sorprendentemente anarchico e frammentato, eppure ritmico, con un fascino in certa misura decadente.

L’album confluisce in una svolta intimista. Lo straniante ingresso di Leaves, tra sbadigli e stiracchiamenti notturni, evoca i demoni di un insonne, tormentato (“I want clear my mind”) dalla fragilità della condizione umana e dal dolore che ne deriva (“one life is enough”).

“Soon, I’ll fall sick with tears before falling asleep”: la dimensione sospesa di una notte privata dal sonno si specchia nell’attuale condizione di inquietudine causata dal rinnovato isolamento forzato. La voce di Moonmine trasmette sofferenza, con le parole che si rincorrono su diverse linee vocali, amalgamate con cura fino all’implorato verso polifonico “feel bad tonight”.

Ma l’isolamento può anche essere confortevole, soprattutto per chi, come Moonmine, è abituato a fare tutto da sé: “so these times, I feel better on my sofa, is my revolution”. La sua filosofia è Do It Yourself e si compie in questo EP: Moonmine è indipendente, sono sue le composizioni, gli spunti, l’esecuzione, l’artwork, la produzione (anche dei video), il management. L’EP è pubblicato da un’etichetta discografica propria e dal vivo (anche online) si esibisce come one man band.

“La canzone esplora al massimo il distacco, il rifiuto e il cinismo nei confronti di ciò che mi circonda”: My Revolution (The Fool) è la canzone che da il titolo all’EP, ma è anche manifesto di una progressiva deriva dell’io (“I want forget my face”) che si estrania completamente da ogni convenzionale rapporto con l’altro (“I refuse your laughter and I close my mind soon after”).

L’incedere ritmico è funky in modo tribale, mentre la chitarra in chiusura richiama, per atteggiamento, quella di Brian May in News of the World (Fight From The Inside, Sleeping On The Sidewalk). Considerata anche l’armonia vocale conclusiva in Leaves, stupisce non trovare i Queen tra le influenze e referenze musicali dichiarate da Moonmine.

Una sua ragionevole replica a questo dubbio arriva dall’ultima traccia acustica: “I don’t care about tradition” e “I have a mission, I’m going on for how it flows”. Un approccio di pensiero che distacca My Revolution da un’unica identità, che lo frammenta in tante schegge, singolarmente irriconoscibili, combinate a dar forma ai quattro brani dell’EP.

Come tanti pezzi di un puzzle del quale manca il riferimento complessivo (“see the sky’s all above”), siamo chiamati nell’ascolto a dare un senso alle tante suggestioni secondo la nostra particolare e specifica esperienza musicale. Una decodifica che risulta personale e perciò autentica.

Alla fine di questo 2021 è prevista una nuova pubblicazione: chissà se Moonmine troverà il coraggio di uscire dai confini rassicuranti di singoli ed EP, cimentandosi in un’opera musicale più articolata. Da quello che si è potuto sentire fino ad ora, ha materiale di qualità sufficiente per mettersi alla prova con un long playing.

Credits:

Scritto e interpretato da Lorenzo Ciavola, in arte Moonmine.

https://m.facebook.com/moonminemusic/

Tracklist:

1. Karma (Hate Love pt. 2)
2. Leaves
3. My Revolution (A Fool)
4. I Don’t Care

© 2021, Fotografie ROCK. All rights reserved.

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