Bir Tawil: recensione di In Between

Bir Tawil

In Between

I Dischi del Minollo

22 aprile 2022

genere: folk mediterraneo, folk mediorientale, etnica, elettronica fusion, neo-progressive

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Recensione a cura di Andrea Musumeci

Partire significa spostarsi, ma significa anche dividersi. Spartire, ripartire. Un pezzo qua e uno là. Un frammento al di qua del confine e uno al di là, oltre. Partire significa includere in sé l’altrove, ma continuare a contenere tutta intera e indivisibile la propria identità. I suoni non hanno confine, non si possono contenere, trattenere. I suoni viaggiano per gioia e per scoperta. Si sovrappongono e stratificano e mescolano, figure e pattern, sfondi e disegni, accidenti e progetti, ritmi e melodie. Non esiste il silenzio in viaggio, perché anche la luce è una frequenza“.

Registrato a distanza, tra Londra e Francia, durante il periodo di pandemia del 2020, esce In Between, il nuovo album dei Bir Tawil, progetto condiviso dai due polistrumentisti ragusani Carlo H. Natoli e Dario De Filippo.

Dopo aver collaborato più volte in passato, i due musicisti siciliani hanno trovato modo di ricongiungersi sotto una commistione di suoni trasversali e tematiche socialmente critiche nei confronti della politica e delle disuguaglianze, andando controcorrente rispetto al mercato discografico sempre più globalizzato e digitalizzato del presente, dove il senso di appartenenza a una terra si allaccia prevalentemente al sentimento di nostalgia delle proprie origini.

Le traversate dei migranti, la stessa Sicilia come terra di transito – spesso identificata nella logica degli stereotipi – e tutti quei confini storicamente non definiti che, a causa delle manipolazioni del colonialismo, vengono considerati, ancora oggi, alla stregua di linee topografiche convenzionali, arbitrarie, semplicemente terre di nessuno. Proprio come il Bir Tawil, area di confine tra Egitto e Sudan.

Lande desolate, costituite solamente da sabbia e sassi, come raffigurato nell’artwork; luoghi misteriosi e inesplorati, senza proprietari, senza leggi, e soprattutto senza le ricchezze fisiche che convengono all’interesse del capitalismo. Confini naturali, simboli di trascendenza, che, da un lato, rappresentano un ostacolo per l’evoluzione dell’umanità e dall’altro lasciano intravedere possibili orizzonti di speranza e ripartenza.

Una miscela sonora sperimentale, suggestiva ed evocativa, che all’interno delle sue otto tracce combina strumenti etnici a corda ed elettronica d’atmosfera: musica come forma primordiale di comunicazione, come veicolo di emozioni, propedeutico alla riflessione, alla meditazione, ad esaltare il valore inclusivo delle diversità, di tutto ciò che è altrove e ricerca, quale ponte immaginifico fra tradizione europea e polifonia africana.

Una sorta di filo conduttore tra spiritualità e fisicità terrena, tra entroterra africano e siciliano, tra musiche del deserto, neo-progressive oscura e interiore, retaggi blues e culture nomadi in grado di arricchire il background isolano dei Bir Tawil e fondersi in un mix fluido e dinamico di stratificazioni ritmiche, di frenetiche improvvisazioni percussivo-tribali e vocalità multietniche che si nutrono di preghiera e trance sciamanica, grazie oltretutto al contributo di performer quali Cesare Basile, Hafid Bidari, Baptiste Bouquin e Julie Melina Macaire-Ettaba.

Quello intrapreso da Carlo H. Natoli e Dario De Filippo è un viaggio narrativo che riesce a mettere in evidenza un vasto universo in continua trasformazione, attraverso una full immersion di fragranze inebrianti e percorsi interculturali, di contaminazioni arabeggianti, subsahariane, mediterranee e addirittura funk latinoamericane, finendo per mescolare, gli uni agli altri, linguaggi eterogenei, varianti dialettali siciliane, identità e memoria in un crescendo mistico, ipnotico, litanico e liturgico.

facebook.com/MusicFromBirTawil

bandcamp.com/Bir Tawil/In Between

Membri della band:

Carlo H. Natoli: chitarra tenore, mandola tenore, elettronica, voce, testi

Dario De Filippo: percussioni

Additional musicians:

Cesare Basile, Hafid Bidari, Baptiste Bouquin, Julie Melina Macaire-Ettabaa

Tracklist:

1. As Fire As Well

2. The Chain

3. Southern Wind (feat. Julie Melina Macaire-Ettabaa, voce)

4. Between Two Lands

5. Season Of Men (Hafid Bidari, voce e guembri)

6. The Hanged

7. My Heart As a Crown (feat. Cesare Basile, synth e organo)

8. Lu Libbru di Li ‘Nfami (feat. Baptiste Bouquin, clarinetto)

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