Kiowa: recensione di Bloom

Kiowa

Bloom

18 gennaio 2020

Sorry Mom

genere: southern rock, psych, blues, stoner, doom, space rock

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Recensione a cura di Andrea Musumeci

La danza tribale dei Kiowa fiorisce nelle antiche valli della pianura veronese con il debut l’album Bloom, edito per Sorry Mom e anticipato dal singolo Ordinary Man.

Con questo monicker, I Kiowa rendono il loro omaggio lisergico ai Kiowa, tribù dei nativi americani che migrarono da quello che ora è il Canada all’Oklahoma sud-orientale. Mentre il teschio di longhorn, raffigurato nel logo della band scaligera, vuole esorcizzare la concezione occidentale della morte, rafforzando il legame con quelle terre desertiche dalle quali hanno tratto ispirazione.

Il quintetto veneto, formatosi nel 2019 e composto da Christian Gazzabini, Johnny Legnazzi, Fabio Milanese, Leonardo Fravezzi e Tommaso Rebonato, dopo anni di intensa attività live, fa il suo esordio discografico seminando 10 tracce polverose, paludose e sabbiose, dalle atmosfere calde e avvolgenti.

Le chitarre, distorte e liquide, di Johnny e Fabio si intrecciano in trame sonore acide, riff virtuosi e svisate elettriche di forte matrice psichedelica, blues, southern rock e doom, fino ad accarezzare orizzonti sludge e stoner, mentre la voce al vetriolo di Christian Gazzabini sembra trovarsi a proprio agio in questo viaggio cosmico, forte di un timbro potente e roboante da crooner navigato.

Quello dei Kiowa è uno spartito dal retrogusto vintage che profuma di Bardolino, Amarone e profondo rock sudista settantiano, ma nella rivisitazione amplificata, granitica e tossica degli Alice in Chains, dei Corrosion Of Conformity di Pepper Keenan e dei Down di Phil Anselmo.

Le sonorità space rock fumose e decadenti di Bloom, insieme alle tematiche introspettive del disco, ci trascinano giù, nella dimensione più arida e perversa della natura umana, attraverso un lamento esistenziale allucinogeno, che tenta di ribellarsi e di non farsi risucchiare dalla frenesia della vita moderna.

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Membri della band:

Christian Gazzabini: voce

Johnny Legnazzi: chitarra

Fabio Milanese: chitarra

Leonardo Fravezzi: basso

Tommaso Rebonato: batteria

Tracklist:

1. River Boat

2. Ordinary Man

3. Hobo Highway

4. Chicken Ridin’ Supernovas

5. Green Mushrooms

6. Rat King

7. Vulture’s Wing

8. Waterpump

9. Stone Valley

10. Spider Pit

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