Queens Of The Stone Age: recensione di Era Vulgaris

Queens Of The Stone Age

Era Vulgaris

Interscope Records

8 giugno 2007

genere: alternative rock, garage rock, stoner rock

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L’8 giugno del 2007 usciva Era Vulgaris , il quinto album in studio dei Queens Of The Stone Age . Il gruppo alternative rock capitanato da Josh Homme, già frontman in passato della stoner band Kyuss, propone un disco unico nel suo genere, piacevole all’ascolto, pur essendo poco radio friendly nella maggior parte dei suoi episodi.

Innanzitutto, per descrivere questo album bisogna partire dal nome. Era Vulgaris, tradotto letteralmente, significa “era comune”, ma il cantante e chitarrista della band ha affermato come il nome fosse stato scelto in quanto simile a “era volgare” (vulgar era), un
immaginario periodo storico in cui Josh Homme, a detta sua, avrebbe gradito vivere.

Musicalmente parlando, il disco ha una serie di influenze piuttosto varia; molte di queste appartengono agli anni ’90, periodo in cui Josh Homme ha trovato la propria consacrazione con i Kyuss e lo stoner rock, affermandosi come uno dei pionieri del genere.

Il suono delle chitarre ricorda, infatti, proprio quello delle band stoner, con suoni distorti, grigi e cupi che vanno a creare un “rumore” di fondo presente in tutto il disco; per quanto riguarda le linee di basso, invece, sono decisamente meno sostanziose e martellanti rispetto al passato. A tratti, le chitarre hanno un approccio più funk, ricordando gruppi di funk rock e funk metal come i primi Red Hot Chili Peppers o i Living Colour, mentre a volte un suono più affine al mondo dell’hard rock, come, ad esempio, nel solo finale del brano 3’s & 7’s.

Il canto riesce a trovare un magico equilibrio sulla musica, rimanendo sempre pulito e melodico, nonostante il tappeto sonoro su cui si appoggia. Il cantante, infatti, si diletta, per la maggior parte dei brani, in melodie molto delicate e spesso anche in falsetto, creando così una sorta di piacevole scontro con le ritmiche più crude che lo accompagnano.

Si passa, inoltre, da brani più soft ad altri decisamente più hardcore, creando così una varietà di atmosfere che riesce a tenere l’ascoltatore legato al disco dall’inizio alla fine. Troviamo pezzi come Make It Wit Chu , una canzone d’amore fortemente carnale (oltre che
radiofonica) che ricorda persino alcune sonorità del britpop (seppur filtrate nello stile dei QOTSA ) e alcuni episodi più duri come il brano Sick Sick Sick, realizzato con la collaborazione di Julian
Casablancas (cantante dei The Strokes ), o Battery Acid, che presenta anche un cantato più corposo rispetto agli altri pezzi del disco.

Un altro capitolo degno di nota di Era Vulgaris è I’m Designer, ossia la terza traccia del disco, in quanto caratterizzata da un repentino cambio di atmosfera dalla strofa al ritornello che dà una
forte impressione di apertura durante l’ascolto.

A livello di testi, il disco mette in luce un certo disagio, un’insoddisfazione verso sé stessi e verso gli altri che, però, non manca di puntare il dito contro l’auto-commiserazione nel brano d’apertura del progetto, Turnin’ On The Screw, non cadendo così nel piangersi addosso. Risulta, inoltre, spesso ironico nonostante il peso di alcuni temi trattati, come i danni della fama, la sessualità o il potere.

Solamente nelle versioni deluxe del disco, è presente anche la title-track, Era Vulgaris , che vede la collaborazione di Trent Reznor dei Nine Inch Nails, famoso anche per essere stato un grande promotore di musica rock alternativa negli Stati Uniti. Interessante è anche, seppur non presente in tutte le edizioni dell’album, The Fun Machine Took A Shit & Died , un brano che, a prova delle tante influenze alternative rock del disco, nella prima strofa ci propone un missaggio delle voci tipico di alcune delle prime pubblicazioni di Marilyn Manson.

Era Vulgaris si dimostra, quindi, un disco pieno di sonorità, particolarità e piacevoli piccolezze da scoprire, lasciandoci così la voglia di essere ascoltato più volte. Un ottimo lavoro per il rock and roll (in qualsiasi sua accezione) del corrente millennio.

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