AA.VV.: recensione di Viva Rockabilly Compilation

Autori Vari

Viva Rockabilly Compilation

Dan Jack Distro Label

30 Settembre 2021

genere: rockabilly, bluegrass, country, boogie woogie

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Recensione a cura di Mamunia

20 band Rockabilly si destreggiano con tutte le declinazioni del genere: è questo lo spirito della Viva Rockabilly Compilation prodotta da Dan Jack Distro Label alla fine di settembre. Nonostante l’influenza marcatamente latina dell’etichetta, sono diverse le band italiane che trovano spazio all’interno del progetto.

Ne è un esempio Max Panconi che è voce, chitarra e piano su She Was Mine, seconda traccia della playlist. La sua esibizione lo vede coinvolto con il R’N’R trio, di cui fanno parte Dino “Billybass” Gubinelli al basso e Tommy “Lee” Duracell alle percussioni. Dopo la sua esperienza nei Gattimatti, all’inizio degli anni 2000 Max aveva iniziato un ambizioso progetto swing, che si è sviluppato fino a diventare uno dei riferimenti per il rockabilly in Italia. Dopo aver firmato un contratto discografico con il produttore Paolo Boffo (Dirotta su Cuba, Statuto, Joe Cool, Alesya), pubblica il singolo Ciao Bella! che gli permetterà di ottenere una certa risonanza nazionale, grazie al suo lato B, She’s My Girl, scelta come sigla per il programma Demo del DJ Michael Pergolani per la RAI.

Un altro esempio di italiana virtù è rappresentato da Ricky Rialto & The Green Rats, tra le più apprezzate band italiane di rockabilly. Si tratta di un quartetto capitanato da Ricky Rialto alla voce e chitarra, Al Compassi al contrabbasso, Emanuele Luzi alla chitarra solista e Lollo Francocci alla batteria. Con la celeberrima Blue Moon Of Kentucky partecipano alla playlist, confermando una formazione collaudata da anni di passione per il rock’n’roll più genuino. I Green Rats esprimono tutto il loro entusiasmo, frutto di numerose esibizioni live capaci di coniugare i primi successi di Elvis ai classici del genere.

La rassegna italiana continua con i Barons 80 di Blasco The Razor: Shirley è un brano rockabilly dalle tonalità surf, l’ennesimo ibrido stilistico in omaggio a un genere di enorme diffusione nei primi anni 60. Partecipando a Sanremo Rock, al Maurizio Costanzo Show e a Boom (trasmissione condotta da Simona Ventura e Gene Gnocchi), The Razor ha condotto delle incursioni anche nel palinsesto della tv nazionale. Con i Barons 80 di cui è voce e double bass, forma una lineup tutta siciliana: un gruppo rockabilly tra i più incisivi, insieme a Emilio Catera The Insane alle percussioni e a Rockin’ Gallaro alla chitarra elettrica.

Ma cosa significa Rockabilly e che senso ha ascoltare un genere come questo ancora oggi? Il movimento non accenna a spegnersi, anche se viene mantenuto vivo in circuiti squisitamente locali senza perdere, in questo modo, autenticità e spirito di aggregazione. Il termine è impiegato sin dai primi anni 50 quando la fusione tra bluegrass, country, boogie woogie e jazz prende piede negli Stati Uniti. Da allora, il germe del rockabilly si è diffuso e ha contagiato performer di tutti i tipi, individuando i propri capostipiti in Elvis Presley e Little Richards, James Brown e Jerry Lee Lewis, per poi evolvere in contesti musicalmente sempre più maturi.

Il concetto di contagio è quanto di più appropriato esista per descrivere e raccontare cosa significhi suonare o ballare rockabilly. Nella danza africana “rak” viene infatti identificato il precursore del genere, in particolare nel modo di muoversi come in trance, posseduti dal demone della musica.

Il rockabilly è suonato prevalentemente con chitarra semiacustica o elettrica, contrabbasso e batteria. Nel rendersi un genere autonomo, chiaramente definito e distinguibile, ha iniziato a prefigurarsi come una chiara celebrazione nostalgica del rock’n’roll degli arbori, condito con un preciso codice stilistico e declinato in un abbigliamento che riflette e rielabora lo stile dei musicisti degli anni 50.

I billys idolatrano artisti come Buddy Holly e si contraddistinguono per voluminose capigliature alla pompadour, magliette colorate, giacche con il bavero alzato. Spesso calzano le tipiche brothel creeper e indossano jeans Levi’s. Idealmente guidano Cadillac e le confluenze con altri gruppi culturali (Rockers, Teddy Boys) sono molteplici.

Ascoltare rockabilly significa, dunque, avere un forte senso di appartenenza. Questa compilation si propone al contempo di rendere omaggio al sound originale, aprendosi però anche ad altri generi e influenze musicali, celando dietro l’etichetta di genere anche scorci di ska, blues e country western. Si tratta, in conclusione, di un progetto che non sembra avere altre mire che non il puro intrattenimento, eppure riesce anche a raccogliere in una unica compilation le realtà più significative di questo genere.

Viva Rockabilly Compilation

bandcamp rockabilly compilation

Credits: VIVA ROCKABILLY è stata ideata e prodotta dalla Dan Jack Distro Label e si configura come la compilation del gruppo Facebook VIVA ROCKABILLY!!! La compilation è disponibile su bandcamp e YouTube.

Tracklist:

01. LOS TESSEE ROCKING BOYS, Aunque No Estes
02. MAX PANCONI R’N’R TRIO, She Was Mine
03. VOODOO CHARMS, Devil’s Beat
04. RICKY RIALTO E THE GREEN RATS, Blue Moon of Kentucky
05. JOU CLOVER, Rockabilly Star
06. THE BARONS 80, Shirley
07. INDIANS, Culparemos al Amor
08. FOUR VEGAS, Ready Teddy
09. CORRECAMINOS, Hacia Ti
10. STRIKE BAND, Oh Lonesome Me
11. LOBOS NEGROS, Bailando con Lobos
12. MIKI E THE RED ROCKETS, Drugstore Rock’n’Roll
13. EL MACHICO, Drink That Bombo
14. SLACKERS BUNCH, The Monsters Dance
15. ATOMIC PAPAS, Please Don’t Go
16. LA VIL CANALLA, She’s My Girl
17. THE BEATERSBAND, The Girl of My Bestfriend
18. SIN REPUTACION, Preparados Para Salir
19. THE PERICOSMO’S, Cruzando el Paraiso
20. THE GREEN RATS, The Munsters

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