Sepultura – Arise

25 marzo 1991.

I Sepultura pubblicano l’album ‘Arise’.

Il 1991 fu sicuramente l’anno del death metal, uno dei confini più estremi ed ancora tollerabili della musica rock.

In questo periodo, infatti, il sottogenere death raggiunse l’apice della sua produzione e la capacità compositiva dei gruppi adepti era fecondissima.

Le innovazioni che portò questa musica nell’ambito metal lo consacrarono definitivamente tra i generi principali, a fianco dell’heavy metal classico e del thrash metal, da dove il death derivava direttamente.

In questo periodo, quindi, uscirono alcuni dei capolavori memorabili come ‘Human’ dei Death, ‘Blessed Are The Sick’ dei Morbid Angel, ‘Cause Of Death’ degli Obituary, il terzo lavoro dei Pestilence ‘Testimony Of The Ancients’, ed infine proprio ‘Arise’ dei comunisti brasiliani Sepultura.

Il loro nome, in portoghese, significa ‘tomba’, e fu scelto dal fondatore ed ex-frontman Max Cavalera mentre traduceva la canzone dei Motörhead ‘Dancing On Your Grave’.

Molto probabilmente, ‘Arise’ vanta la miglior produzione mai eseguita su un lavoro metal, non a caso l’artefice del capolavoro è un certo Scott Burns, che ha già lavorato con moltissimi gruppi tra cui parecchi di cui sopra.

Il disco è stato registrato nel 1991 agli storici Morrisound Studios, dalla formazione originaria dei Sepultura; Max Cavalera, Andreas Kisser, Paulo Pinto Jr. e Igor Cavalera.

Il suono si incupisce, diventa ipnotico e si impadronisce del disco, fino a quando uno scoppio in lontananza dà il via all’Inferno: è l’inizio di ‘Arise’, la title-track, forse la migliore traccia del disco.

Altre canzoni sugli scudi sono senz’altro ‘Dead Embryonic Cells’, ‘Disperate Cry’, ‘Murder’, ‘Under Siege’ e ‘Infected Voice’, anche se è difficile trovare un buco in quest’album.

Il filo conduttore è rappresentato dalle tematiche di protesta socialmente impegnate.

‘Arise’ è un disco che ha preso il death-thrash di ‘Schizophrenia’ e ‘Beneath The The Remains’ e l’ha portato alla sua logica conclusione, potendo contare stavolta su un’ottima produzione, che ovviamente ne ha esaltato la qualità.

‘Arise’ è un pezzo di storia assoluto del death: da lì a poco, grazie ai Sepultura, avremmo conosciuto l’evoluzione e la reinterpretazione di un genere, attraverso l’introduzione di sonorità elettroniche e tribali.

Un disco imprescindibile, per gli amanti del genere.

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