Black Sabbath – Black Sabbath

13 febbraio 1970.

Una pioggia torrenziale, tuoni lontani e il rintocco della campana a morto.

Così 45 anni fa ha inizio una leggenda.

Quando nel febbraio del 1970 venne pubblicato il debut album omonimo dei Black Sabbath, il fatto che fosse un venerdi 13 non deve essere stato del tutto casuale. Da qualunque cosa di questo disco trasudano atmosfere lugubri e un miscuglio di rock duro e psichedelia gotica.

Ma l’attenzione viene catturata immediatamente dalla copertina del disco.

La location è il Mupledurham Watermill, un antico mulino sul Tamigi nell’Oxfordshire, con in primo piano un’inquietante figura di donna vestita di nero.

Considerata una delle copertine più belle di ogni tempo, fu ritenuta responsabile di alcuni casi di attacchi di panico e stati d’ansia e angoscia di cui furono vittime alcuni possessori del disco. Un capolavoro.

Quest’album fu pubblicato dalla Vertigo, e le registrazioni furono eseguite in un solo giorno.

E’ uno dei dischi più importanti della musica rock e certamente senza di esso non sarebbero esistiti l’heavy metal, il doom, lo stoner ed un’infinità di sottogeneri metal tra la fine degli anni ’70 e nei decenni a seguire.

La copertina apribile ritrae una donna dall’età indefinita avvolta in un pesante mantello, si intuisce dalla vegetazione attorno a lei che siamo in inverno, il laghetto vicino al quale è stata fotografata dà a tutta l’immagine un aspetto sinistro, come sinistro è l’edificio dietro alla donna.

Per anni in molti si sono chiesti chi fosse costei. Una strega? Un fantasma? Il male? E soprattutto, perché si trovava in quel luogo?

Era forse in pericolo, o più semplicemente voleva accogliere i viandanti tra le mura di una casa spettrale?

Ancora oggi la copertina di ‘Black Sabbath’ rimane un mistero anche per i quattro Sabbath ed ha influenzato la grafica di centinaia di dischi metal usciti negli anni successivi.

Infatti perfino Osbourne e gli altri della band non conobbero chi fece la fotografia e chi curò la grafica del disco, accreditata ad un anonimo Keef.

‘Black Sabbath’ è un disco senza tempo, geniale ed imprescindibile.

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