Lunar Dump: recensione di Lipo

Lunar Dump

Lipo

XO La Factory, Dischi Soviet Studio

22 ottobre 2021

genere: synth-wave, psichedelia, elettronica strumentale, new wave, shoegaze, post-rock, space rock, raga indiano, krautrock, french synth, psych groove

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Recensione a cura di Andrea Musumeci

Dopo la pubblicazione dei primi due EP, Orbital Decent (2017) e Lunar Lamp (2019), il duo elettronico-psichedelico veronese Lunar Dump, progetto ideato dai fratelli polistrumentisti Paolo e Zeno Camponogara, rilascia il suo terzo EP intitolato Lipo, edito per le etichette XO La Factory, Dischi Soviet Studio e anticipato dall’uscita del singolo Waterfall.

Come quei centravanti che, negli anni ’80, dopo aver esaurito quella spinta energica legata alla gioventù, erano soliti arretrare il loro raggio d’azione per reinventarsi nel ruolo di centrali di difesa (immaginando una sorta di parallelismo tra calcio e musica), anche i fratelli Paolo e Zeno Camponogara, dopo aver accumulato negli anni ’90 diverse esperienze nella scena alternative rock underground tricolore, hanno via via modificato la traiettoria della loro parabola evolutiva e scritturale, ampliando e riadattando il proprio spartito stilistico per abbracciare, con maggiore consapevolezza, maturità e una dose di misurata malinconia, il baricentro e i multistrati di certa retrospettiva elettronico-multimediale dal sapore franco-anglofono.

Attraverso le quattro tracce che compongono e accompagnano l’enfasi di questo nuovo take discografico, in equilibrio tra opulenza e minimalismo, tra visibile e invisibile, i Lunar Dump, continuando a modellare la propria materia sonora e puntando su un’altalena di linee atmosferiche ed emozionali, mostrano, ancora una volta, la volontà di aprirsi verso un linguaggio universale, mescolando stati d’animo e paesaggi in perpetuo movimento che, partendo dalla fitta nebbia della pianura padana, si proiettano alla volta di un trip caleidoscopico, onirico, dinamico, poliritmico e cosmopolita dalla fisionomia prettamente strumentale.

Spaziando tra le onde fluide di loop station, drum-machine, sampling pad, vocoder e sintetizzatori, i Lunar Dump ripercorrono le orme post-global tracciate da realtà internazionali quali Placebo, Sigur Rós e Chemical Brothers e da esponenti del sottosuolo italiano come i marchigiani Soviet Soviet, riuscendo ad alimentare l’idea di far convivere sotto lo stesso tetto un insieme di ibridazioni e declinazioni sonore: dalla psichedelia trascendentale di quel raga-folk indiano imbevuto di spiritualismo oppiaceo e tribale, alle oscillazioni umorali new wave, dai luccicanti e argentei lampi post-rock e shoegaze, ai tappeti synth-wave impregnati di sitar e di memoria british, dalle convulsive e ossessive cascate ritmiche del groove rock degli Stone Roses di Begging You, alle melodie beat disco metropolitane, dalla densità del drum and bass, ai deja-vu robotici e cosmici di sponda Tangerine Dream.

Pertanto, facendo da zona cuscinetto tra il sound psichedelico dei ’60 e la sbornia synth-pop degli anni ’80, Lipo si materializza nel suo quadrilatero acronimo, multiforme e ricco di contaminazioni, ponendo l’accento su quel processo di lineare circolarità temporale che, da un lato, si erge a raccordo evocativo tra Oriente e Occidente, preservando quel filo conduttore tra passato analogico e presente-futuro digitalizzato, e dall’altro si fa metafora e paradigma della nostra epoca, portandosi dietro la disillusione e tutte le incertezze dei nostri giorni.

https://www.facebook.com/lunardump/

Tracklist:

1. Psycositar (Flow)

2. Rhythmic Tape

3. Smoker’s Bridge

4. Waterfall

Membri della band:

Paolo Camponogara | synth, chitarra, vocoder, drum-machine, effetti

Zeno Camponogara | batteria, sampling pad, loop station, percussioni

Crediti:

Registrato e inscatolato da Paolo e Zeno Camponogara @ MellowSong Studio
Masterizzato da Andrea De Bernardi @ Eleven Mastering

© 2021, Fotografie ROCK. All rights reserved.

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