Red Hot Chili Peppers – One Hot Minute

12 settembre 1995.

I Red Hot Chili Peppers pubblicano il loro sesto album in studio, ‘One Hot Minute’, edito dalla Warner Bros. Records e prodotto da Rick Rubin.

Dopo il grande successo del precedente ‘Blood Sugar Sex Magik’, John Frusciante aveva lasciato la band a causa dello stress dovuto alla vita in tournée e al progressivo deterioramento dei rapporti con gli altri componenti del gruppo, accentuato dal consumo sfrenato di eroina.

Dopo vari tentativi fallimentari con alcuni chitarristi, i Red Hot scesero l’ex Jane’s Addiction Dave Navarro come nuovo membro della band. 

La presenza di Navarro alterò il suono prettamente funky dei Peppers, che Frusciante aveva fatto suo, ispirato da uno dei fondatori del gruppo, Hillel Slovak, trasformandolo in sonorità più cupe e dure.

Anche i testi diventarono più angoscianti e malinconici, a causa del ritorno di fiamma fra Anthony Kiedis e le droghe, dopo un periodo di astinenza di oltre cinque anni.

L’album prese vita lentamente e a fatica, poiché il metodo di scrittura di Navarro non coincideva con quello utilizzato dai Red Hot in presenza di Slovak prima e di Frusciante dopo. Erano un gruppo coeso, mentre Dave era abituato a comporre in solitudine. 

Alla fine la band californiana riuscì comunque a tirare fuori un buon disco, che fu tuttavia un flop nelle vendite e non solo. Anche la critica ed i fan non gradirono troppo questo cambio di rotta, che io, invece, apprezzo. 

‘My Friend’ e ‘Aeroplane’ sono due dei tre singoli estratti dall’album ed evidenziano chiaramente come i Chili Peppers avessero ancora molto da dire nel panorama musicale degli anni ‘90. 

Ci vorranno però ben quattro anni e l’allontanamento di Navarro dal gruppo, col ritorno di John Frusciante, per far tornare la band di Kiedis e soci in cima alle classifiche con il capolavoro ‘Californication’.

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