Repetita Iuvant: recensione di “3”

Repetita Iuvant

3

Loudnessy Sonic Dream

27 novembre 2020

genere: post rock, psych, instrumental, noise, krautrock
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Recensione a cura di Andrea Musumeci

Dopo anni di gavetta, tra festival, locali e centri sociali, la band spezzina Repetita Iuvant riesce finalmente a pubblicare il suo EP d’esordio intitolato 3, edito lo scorso 27 novembre per Loudnessy Sonic Dream e concepito all’interno di tre tracce (Gusev, Montalto e Sapradi) completamente strumentali.

3 è il primo capitolo di una trilogia, rilasciato in formato cassetta ed in tiratura limitata, con l’artwork disegnato e firmato dall’artista Brucio.

“Le cose ripetute aiutano”, dicevano i Latini: l’uso della ripetizione per migliorare la consapevolezza dell’individuo in relazione alle proprie esperienze e, di conseguenza, nel merito dell’esecuzione di determinate azioni.

Quello del terzetto ligure è un percorso iniziatico improntato sul valore simbolico e rituale del numero tre: tre brani, tre musicisti, tre come il titolo della release e triplice come lo scorrere ciclico del tempo nella sua sequenza tridimensionale passato-presente-futuro.

3 è un viaggio mistico e narrativo che parte dalle fronde soniche del Golfo dei Poeti delle Cinque Terre per poi espandersi nei contorni concettuali e sfocati di un altrove multiforme e sconfinato: uno spazio naturale filtrato attraverso arpeggi fluidi, umidi e luccicanti di radice slintiana e dissolvenze riverberate, che donano lentezza, rifrazione e profondità alla superficie malleabile della composizione.

Passando attraverso ritmiche elettroacustiche sognanti e stratificate, ed atmosfere psichiche, vellutate e rarefatte, il terzetto ligure si mette sulle tracce identitarie di realtà quali EUF, Northway, Sigur Ros, Neu! e Threestepstotheocean, fluttuando tra le mitigate intermittenze atlantiche del post-rock, le traiettorie percussive, meccaniche e cosmiche del krautrock ed i venti di scirocco della psichedelia.

In questo primo atto discografico, i Repetita Iuvant rinunciano, dunque, all’impatto emotivo della sfera testuale per concedersi ad una contemplazione desolante, intima, nostalgica e caleidoscopica del binomio perpetuo composto da rock e spiritualità, muovendosi tra dimensione onirica e dimensione tangibile, ed immortalando su tela cornici sonore dalle sfumature ondulate, melodiche e malinconiche, in mezzo a campi visuali appannati ed ombre catartiche sospese nel tempo.

Membri della band:

Andrea Testa: batteria

Cristoforo Da Costa: chitarra

Daniele Isetta: chitarra

Tracklist:

1. Gusev

2. Montalto

3. Sapradi

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