Live Report concerto Laika Nello Spazio – Tritonica – Dope in the Pig Bags (Andrea Prevignano)

Giovedì 23 Gennaio Il Cielo Sopra la Prenestina si è tinto di colori spaziali.

Sul palco del Traffic di Roma si sono avvicendati Dope in the Pig Bags (Andrea Prevignano), i Tritonica e i Laika Nello Spazio, per una serata davvero esplosiva.

A scaldare l’ambiente ci ha pensato Andrea Prevignano, giornalista, musicista e speaker radiofonico, che, con il solo ausilio del suo laptop, ha mixato suoni e rumori alienanti, trasportandoci in un mondo fatto di psichedelia, allucinazioni uditive robotiche, disturbanti, trascinanti e sonorità droniche.

Atmosfere diverse, ma ugualmente travolgenti quelle ricreate dai Tritonica, band romana, attiva dal 2016, che propone una musica scevra dalle classificazioni di genere. Il trio si destreggia tra il thrash metal, il prog, la psichedelia, il canto liturgico e il tribalismo e chi più ne ha, più ne metta, in un miscuglio di suoni e sensazioni che rapiscono e coinvolgono sin dalla prima nota.

Infine, i Laika Nello Spazio. La band proveniente dall’hinterland milanese, è sicuramente una delle migliori proposte alternative dell’anno appena giunto al termine. L’album Dalla Provincia, uscito lo scorso aprile per Overdub Recordings, ha fin da subito raccolto ottime recensioni da riviste e webzine del settore (anche dalla nostra, che trovate qui) e riscontrato il favore del pubblico.

Il power trio è composto da Marco Carloni, alla batteria, e da Vittorio Capella e Simone Bellomo, entrambi cantanti e bassisti. Proprio questa è una delle peculiarità del gruppo di Rho, la coabitazione di due bassi che s’intersecano con naturalizza e stile, suffragati dalla potenza ritmica delle pelli di Marco.

Vittorio usa il suo basso come se fosse una chitarra, con sorprendenti effetti sonori, che accompagnano il cantato, a volte parlato, in pezzi di spessore come Dalla Provincia, La Scala di Grigi, Copenaghen e Il Cielo Sopra Rho, solo per citarne alcuni.

Simone, che non si risparmia, né alla voce, né al basso, è il perfetto lubrificante per questo ingranaggio collaudato.

La sensazione che si percepisce dal vivo è ancora più potente di quella che i brani regalano già dall’ascolto del materiale registrato. La serata si conclude tra fragorosi applausi e un po’ di rammarico per l’affluenza che ci si aspetterebbe, per una serata del genere, da una città come Roma.

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