Franco Battiato: i 10 brani da (ri)scoprire

Articolo a cura di Chiara Profili

La notizia della scomparsa del Maestro Battiato ha lasciato tutti senza parole.

È impossibile descrivere in poche righe la sua genialità e la sua magnificenza; ciò che Battiato ha rappresentato per milioni di persone e per la cultura italiana in toto non si può riassumere in 10 brani, né tantomeno avrei la presunzione di cimentarmi in tale impresa.

Quello che vi propongo, umilmente, è un excursus cronologico nella discografia del Maestro alla ricerca di brani un po’ meno noti rispetto ai soliti (seppur meravigliosi) La Cura, Centro di Gravità Permanente, Bandiera Bianca e così via, sperando che qualcuno di voi possa arricchire il proprio bagaglio musicale e innamorarsi di qualche perla finora sconosciuta.

1971 La Convenzione/Paranoia

Parto subito barando, perché ho scelto due brani anziché uno. L’ho fatto perché si tratta del lato A e lato B di un 45 giri, che precedette di qualche mese l’uscita di Pollution. I due pezzi non sono compresi in altri album e compilation, nemmeno nelle successive ristampe in cd dei dischi degli anni ’70 e sono, a parer mio, due autentiche gemme. Per l’epoca, avanguardia pura.

1979Strade dell’Est (L’era del Cinghiale Bianco)

Come forse alcuni di voi avranno notato, abbiamo fatto un salto temporale che ci ha portati a bypassare tutta la produzione sperimentale degli anni ’70. Non perché meno importante, ma semplicemente perché è difficile estrapolare solamente un brano da dischi che andrebbero ascoltati e assaporati per intero, dall’inizio alla fine. Una piccola menzione, concedetemela, è per Fenomenologia, canzone presente in Fetus, del 1972. Tornando a noi, continuiamo il nostro viaggio imboccando le Strade dell’Est, su cui Battiato ci guida come un moderno Virgilio. Questo brano è il prototipo di tutta una serie di canzoni incentrate su popoli e mondi lontanissimi a cui il cantautore siciliano dedicherà molte delle sue composizioni.

1980Venezia – Instanbul (Patriots)

Patriots: uno dei capisaldi della discografia del Maestro. Anziché le già note Up Patriots to Arms e Prospettiva Nevski, ho preferito segnalarvi Venezia – Istanbul, con il suo irresistibile riff di chitarra e il suo testo in pieno stile Battiato.

1982La Torre (L’Arca di Noè)

Tra Patriots e L’Arca di Noè, vi fu l’uscita de La Voce del Padrone, il cui quarantesimo anniversario ricorre proprio quest’anno, e per il quale abbiamo previsto un articolo a parte. Passiamo, perciò, al 1982 con questo brano, La Torre, che ricalca, ma solo nel titolo e nei contenuti, quello che uscì come terzo singolo nel lontano 1967 e che segnò l’esordio televisivo e cantautorale di Franco Battiato.

1983La Musica è Stanca (Orizzonti Perduti)

Orizzonti Perduti è un disco, secondo me, un po’ sottovalutato. Contiene La Stagione dell’Amore, sicuramente conosciuta ai più, ma anche molte altre splendide tracce, tra cui La Musica è Stanca: un capolavoro in pieno stile hi-nrg, con sferzate dal sapore mediorientale che fanno emergere un forte desiderio di contaminazione sonora, e con un testo tagliente e quanto mai attuale.

1985No Time No Space (Mondi Lontanissimi)

Lo so, non è proprio un pezzo di nicchia. Avrei potuto mettere Chan-Son Egocentrique (registrata già nell’82 in duetto con Alice e presente nell’album Azimut di quest’ultima), ma No Time No Space è probabilmente il pezzo che amo di più di tutta la produzione di Battiato. Perciò, se raggiungerà anche solo una persona che ancora non la conosceva, non potrò che esserne contenta.

1993Serial Killer (L’Imboscata)

Saltiamo direttamente agli anni ’90 e ad un altro elemento cardine della discografia del Maestro: L’imboscata. Anche questo album meriterebbe un discorso a parte, ma ho voluto comunque citarlo per sottolineare come non sia solo ‘il disco che contiene La Cura‘. Al suo interno troviamo dei veri bijoux e sceglierne solo uno è stato veramente difficile. Indecisa tra Di Passaggio, Ecco Com’è che Va il Mondo e soprattutto Strani Giorni, forse troppo famosa per essere inclusa in questa lista, ho infine optato per Serial Killer, un grandissimo pezzo rock.

1998Il Ballo del Potere (Gommalacca)

Il Ballo del Potere parla della sopraffazione e del predominio. Il potere così concepito mi fa semplicemente orrore. Dobbiamo sempre guardarcene dall’esercitarlo o subirlo, perfino quando andiamo a prendere un caffè al bar”. Franco Battiato

Serve aggiungere altro? Forse sì. A fine millennio, dopo oltre tre decenni di attività musicale, Franco Battiato pubblicava il migliore album italiano di quell’annata.

2004Tra Sesso e Castità (Dieci Stratagemmi)

Il Battiato anni ’80/’90 lo conoscono tutti; quello dei 2000 è meno noto, ma non per questo meno valido. Tra Sesso e Castità ne è la prova.

2019Torneremo Ancora (Torneremo Ancora)

Non potevo non chiudere questa playlist con il brano che ha suggellato e coronato oltre 50 anni di onorata carriera. L’ultimo regalo del Maestro ai suoi fan, una dolce e commovente carezza prima di salutarci e, chissà, riabbracciarci un domani su pianeti invisibili.

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