An Early Bird: recensione di Diviner

An Early Bird

Diviner

Greywood Records

2 Luglio 2021

genere: acoustic folk, dream pop

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Recensione a cura di Mamunia

Diviner è il terzo album di An Early Bird, edito dall’etichetta tedesca Greywood Records.

“Penso che la voglia di sentirsi vivi e sprofondare ogni volta in un mare di emozioni per sentirci nuovi e “alle prime volte” sia una caratteristica degli esseri umani. E quindi anche mia.”

An Early Bird è il nome che Stefano De Stefano si è dato pensando al cinguettio che traghetta le nostre menti fuori dalla notte, con rotta decisa verso l’aurora. Chi ha avuto l’occasione di essere sveglio nelle ore che precedono l’alba, si sarà reso conto di come il canto di quegli “early bird” inizi prima che il sole abbia fatto capolino.

“È un’immagine poetica e rilassante, perché alla fine, anche se vorremmo rimanere a dormire, quegli uccellini ci accompagnano verso una nuova giornata. È un po’ la metafora di un nuovo inizio, di una nuova pagina della mia carriera”.

Psicopompi alla rovescia, sono araldi che annunciano l’arrivo di un nuovo giorno, il risveglio della vita. A volte dimentichiamo che, nel buio oscuro dell’universo, è la luce ad essere l’eccezione. Ed è esattamente ciò che An Early Bird sembra voler raccontare con il suo Diviner. A partire da Help Me Shine, una scelta delicata a introdurne la poetica: un soffice timbro vocale, accarezzato dall’arpeggio di una chitarra che, gentile, risveglia i sensi. Gli stessi echi dei primi (e meglio riusciti) Of Monsters and Men.

“Se riesci a trovare la posizione dell’acqua o dei minerali preziosi sei un rabdomante: questo album mira a portare in superficie qualcosa di speciale.”

Il “diviner” è un rabdomante capace di trovare l’acqua anche dove sembra esserci spazio solo per l’arsura e la siccità. Allo stesso modo, sotto un tappeto uniforme di suggestioni musicali conformi, appiattite, prive di estro, An Early Bird è riuscito a miscelare un genuino folk acustico a ispirate trame dream pop, con un risultato ricco e prezioso in un modo davvero speciale: Fishes In The Ocean, Bad Timing, Go All Out, sono canzoni che ti gonfiano il petto, restituendo una sensazione di benessere diffusa.

Il mondo non è di chi si alza presto, ma di chi si sveglia felice, sembra abbia detto una volta Monica Vitti. Avere la sensibilità di cogliere dettagli come il cinguettio prima dell’alba, di interrogarsi sul suo significato, di costruire elaborati melodici con specifica intenzionalità edonistica (sia omo che etero diretta) è prova di una predisposizione naturale alla ricerca della bellezza intesa come distillato di felicità da proteggere.

Non è, infatti, un caso che nel video dell’ultimo singolo estratto, Stefano scelga di rivisitare il mito della rosa de Il Piccolo Principe: l’amore, il desiderio di raggiungerlo, la solitudine e il bisogno di ricevere, ma anche di offrire, protezione. Under My Skin fa da colonna sonora alla ricerca della connessione tra pianeti su orbite aliene: “Diviner è un disco positivo sull’amore e la vita, che tocca le corde facendoti riflettere sulla tua connessione con le persone”.

Diviner esce a luglio. L’estate è ormai esplosa e il freddo, il clima avverso, sembrano solo un vago ricordo. Stefano sembra condividere lo stesso ottimismo di un gallo che pensa che il sole sorge per ascoltarlo cantare. Notti stellate, bagni notturni, il profumo dell’erba fresca. Sono le immagini che evoca in me la musica di An Early Bird, le suggestioni di cui sento davvero il bisogno, all’alba di un’estate che spero sarà meno trattenuta e timorosa di quella precedente.

Credits: tutti i brani sono scritti ed eseguiti da An Early Bird, aka Stefano De Stefano. Prodotto, registrato e missato a Napoli da Stefano Bruno. Masterizzato presso Eleven Mastering Studio.

https://www.facebook.com/anearlybirdmusic

Tracklist:

1. Help Me Shine
2. Fishes In The Ocean
3. Prayers In A Temple
4. Bad Timing
5. Holding Onto Hope
6. One Week
7. Go All Out
8. Mulholland Drive
9. Under My Skin
10. Angela

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