Migliori Album 2021: primo semestre

Siamo arrivati al giro di boa di questo 2021, momento che coincide con l’arrivo della bella stagione, dei tanto attesi tormentoni estivi e dei tour promozionali di Andrea Scanzi. Il primo semestre dell’anno è ormai alle spalle e, dopo innumerevoli uscite discografiche, tra produzioni mainstream e underground (con annesse tutte le difficoltà oggettive legate al periodo della pandemia e alle campagne vaccinali), anche Fotografie ROCK, come già fatto da altre webzine, ha voluto fare il cosiddetto punto della situazione, selezionando i migliori album realizzati finora (SETTE italiani e altrettanti internazionali), tra quelli recensiti sulle nostre pagine. Pertanto, di seguito, se vorrete, tra uno spritz, una frittura di calamari, una fetta di cocomero e un libro di Michela Murgia, potrete incuriosirvi e leggere quelle che sono le nostre personalissime (condivisibili o meno, poco importa) preferenze musicali. RICORDIAMO CHE NON È DA LEGGERSI COME CLASSIFICA.

ALBUM ITALIANI:

Kaouenn: Mirages (5 febbraio 2021)

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Mirages segna il definitivo step di maturazione da parte del polistrumentista jesino Nicola Amici, sia in ambito privato che professionale: uno spartito poliedrico che coniuga sincretismo tra passionale artigianato e curiosità sperimentale, facendone il centro di gravità del suo trademark identitario e sonoro, come una miscela fusion cosmopolita e d’avanguardia che fluttua in una gigante bolla psichedelica.

Oslo Tapes: ØR (4 giugno 2021)

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Mitigato quel legame concettuale fortemente riconducibile, su larga scala, al noise rock degli anni ’90 e, nello specifico, a quello dei Massimo Volume (del periodo Umberto Palazzo), gli Oslo Tapes allineano, sotto la stessa retta verticale, gli stati allucinogeni del raga indiano, le onde narcolettiche e l’euforia ecstasy della trance wave di rimando Massive Attack e la visione caleidoscopica ed ipnotica dello space ambient.

Balefullies: Nostalghia (21 maggio 2021)

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Quello di Nostalghia è uno spartito ricoperto da un alone ieratico, mistico, litanico e sporco di cenere, in cui ogni elemento resta sospeso in un immaginario onirico e solfureo che, scorticando l’intimità di corde epidermiche, si muove liberamente nella parte più torbida, fluida e sinuosa della psichedelia, mescolando gli echi lugubri del country blues elettrificato, la densa polvere dei paesaggi western e la magia malinconica della musica soul.

rOMA: 1982 (12 febbraio 2021)

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Metaforico, evocativo e passionale: se nella metrica strumentale i ventotto minuti delle otto tracce di 1982 pescano a piene mani dal riverbero energico, abrasivo, sofferto, melodico e identitario di quella controcultura collettiva alt-rock tricolore (Il Teatro Degli Orrori, Massimo Volume, Fluxus, Diaframma, Tre Allegri Ragazzi Morti, Zen Circus e Verdena), dal punto di vista narrativo ed emotivo le liriche, sostenute ed enfatizzate dal furente mare magnum verbale di Vincenzo Romano, ruotano attorno alla caducità dei rapporti interpersonali e agli stereotipi di una società moderna sempre più isolata e alla deriva, così come simboleggia l’artwork nel suo surrealismo biblico.

ALAN+ : Anamorfosi (14 Maggio 2021)

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Anamorfosi si basa sul connubio tra parole e musica: il testo è il centro focale di ciascuna delle 10 composizioni ed è anche il punto di partenza creativo dal quale il duo articola l’intero progetto artistico. Le poesie interpretate da Tony si installano su un mix di suoni elettronici, analogici e incursioni acustiche, governato dalla presenza costante del basso e delle chitarre elettriche.

Iosonouncane: IRA (14 maggio 2021)

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Con IRA, Iosonouncane rivendica la volontà di codificare un nuovo linguaggio comunicativo, non convenzionale, che, seppur espresso con modalità ostiche, criptiche, complesse, introspettive e ridondanti, coinvolga e mescoli diverse forme idiomatiche (dall’inglese al francese, dallo spagnolo all’italiano e all’arabo), facendosi soundtrack di un viaggio liturgico, primitivo, denso, violento, cinematografico, ipnotico, desertico, dronico e litanico.

Bachi Da Pietra: Reset (7 maggio 2021)

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I Bachi Da Pietra raccontano, a modo loro, il malessere quotidiano che ci circonda, probabilmente nell’unico modo che conoscono, andando controcorrente, ostentando la loro natura ottusa e continuando ad alimentare l’inesauribile carburante del rock, ovvero la provocazione: maledicono il creatore, sparano pallottole di sterco sull’universo (altro che seta!), partoriscono schegge di rabbia sottile e distorta, lanciano impulsi bastardi dai loro amplificatori ronzanti, ed infine masticano e sputano inchiostro nero pece all’indirizzo del conformismo e del politically correct.

ALBUM INTERNAZIONALI:

Lou Barlow: Reason to Live (28 maggio 2021)

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Reason to Live, nel suo stile minimalista e acoustic mode, si muove con disinvoltura in un candido fluttuare di atmosfere oniriche, western e landscapes agrodolci, rurali e riverberati, facendo emergere influenze da storyteller riconducibili a John Mellencamp (ma senza il suo attivismo politico) e servendosi di ritmiche clap e plettrate country folk, in armonica fusione con certe sonorità retrò, misteriose, pacate e penetranti, che rimandano immediatamente al repertorio dei vari Neil Young, Young Marble Giant, Bob Dylan, Waterboys, R.E.M. e Blind Melon.

Shame: Drunk Tank Pink (15 gennaio 2021)

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Seguendo le multiformi trame espressive di Drunk Tank Pink, ridipingere e stuccare i muri di rosa è l’unica forma di catarsi che abbiamo per mascherare le profonde crepe della modernità e sedare la foga dei nostri impulsi caratteriali, affidando quei pochi frammenti di fede residua al potere salvifico dei nostri sogni: “quando la musica si ferma, ti resta il silenzio”, come dichiarato dal frontman Charlie Steen.

Dinasaur Jr.: Swap It Into Space (23 maggio 2021)

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Ciò che lega il tutto, l’ingrediente segreto, è l’ironia, cioè la disincantata scienza della vita, ovvero la coscienza dei Dinasaur Jr. Sì, perché, in fin dei conti, questi eterni Peter Pan, agghindati come degli attempati “freakettoni” demodé, non suonano come nessun altro: i Dinasaur Jr. suonano come i Dinasaur Jr.

Mogwai: As The Love Continues (19 Febbraio 2021)

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In Here We, Here We, Here We Go Forever e soprattutto in Ritchie Sacramento, i Mogwai dimostrano di poter trascendere i limiti di genere, senza tradire l’identità post-rock di cui la band scozzese è bandiera da oltre vent’anni. L’immediatezza delle linee melodiche, il climax ascendente intorno al quale sono costruiti i brani e le esplosioni dirompenti: As The Love Continues è un album che entusiasma fin dal primo ascolto.

Greta Van Fleet: The Battle at Garden’s Gate (16 Aprile 2021)

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Il risvolto positivo di questa eccessiva prolissità è sicuramente la ricerca che si cela dietro alla costruzione di ogni canzone. Se i primi singoli, usciti nel 2017, sembravano dei convincenti quanto ruffiani manufatti da sala prove, lo stesso non si può dire delle tracce contenute in The Battle at Garden’s Gate, in cui è possibile scorgere la crescita, in termini non solo anagrafici, ma soprattutto compositivi della giovane band del Michigan.

Foo Fighters: Medicine at Midnight (5 Febbraio 2021)

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Anticipato da un primo singolo spiazzante, Shame Shame, che non ha raccolto i favori dei fan di vecchia data, Medicine at Midnight aveva suscitato un senso di attesa e curiosità, poiché non era ben chiara la direzione che avrebbero intrapreso i Foo Fighters in questa nuova produzione. In nostro aiuto era venuto proprio Dave Grohl, chiarendo quale fosse l’intento di questo lavoro, composto da 9 tracce, per una durata totale di soli 36 minuti e 35 secondi: fare festa.

Cult Of Luna: The Raging River (5 febbraio 2021)

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In questo nuovo capitolo discografico, The Raging River, gli svedesi Cult Of Luna non solo tengono fede allo spettro sonoro che contraddistingue il loro mantra ventennale, ma creano una vera e propria sinergia sinfonica con la tensione emotiva ed il sentimento drammatico della contemporaneità, consolidandosi quale realtà di riferimento di un genere dai confini sempre più dilatati, al cui interno si condensano l’impeto di macro-atmosfere viscerali e la calma apparente di singole entità insidiose e silenziose.

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