Atomic Papas: la recensione di Zombie Dog

Atomic Papas


Zombie Dog


Dan Jack Distro Label


17 Dicembre 2021

genere: rockabilly, bluegrass, country, boogie woogie

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Recensione a cura di Jenny Puglisi

La freschezza di un bicchiere d’acqua, il cielo limpido in una giornata di sole e Zombie Dog degli Atomic Papas: nella loro essenza più profonda, questi tre elementi condividono il piacere per la semplicità più genuina. Eppure, nonostante le apparenze, la semplicità non è una cosa “semplice”.

L’album è stato pubblicato dalla Dan Jack Distro Label che aveva già inserito gli Atomic Papas nella compilation Viva Rockabilly, anticipando uno dei brani di Zombie Dog, Please Don’t Go (un blues elettrico di qualità). E la passione per il rock’n’roll più verace continua a suonare anche in questo nuovo lavoro, dopo l’ottimo EP The Invisible Man pubblicato nel 2020.

Il gruppo è stato collaudato durante numerose esibizioni live: Nicola (voce, chitarra), Lorenzo (basso, contrabbasso) e Francesco (batteria) sanno esprimere con convinzione tutto il loro entusiasmo, in una formazione classica per il genere ma impreziosita da numerose special guest che conferiscono a Zombie Dog una ricchezza di suoni e una complessità strumentale davvero apprezzabili.

L’album si apre infatti con uno swing trascinante. There Must Be A Mistake è un brano divertente e, soprattutto, suonato bene. Una produzione incredibilmente pulita, curata dal fontman e chitarrista Nicola Guidi, è ciò che contraddistingue tutto Zombie Dog ma che si fa ancora più evidente nella opening track dal sound cristallino.

Dopo un primo impatto così positivo, ogni successiva traccia è una conferma. Tra le 10 canzoni in tracklist, è possibile ascoltare tre lucide reinterpretazioni di classici immortali. Basterebbe ascoltare questa versione di The KKK Took My Baby Away dei Ramones per capire di che pasta sono fatti questi ragazzi: per i primi secondi non si sa se attaccheranno a cantare i Jesus and Mary Chain o le Ronettes, per poi prendere piede un arrangiamento a metà strada tra il dream pop e lo shoegaze. Wow!

I brani originali sono caratterizzati da incursioni country, rhythm and blues e swing che si innestano su un coerente e schietto rock’n’roll di fondo. Canzoni dal ritmo travolgente, con un timbro vocale che sa adattarsi alle diverse increspature di genere. Ho faticato a convincermi che Grease Up On The Wheels non fosse già un classico: è una di quelle canzoni che senti di conoscere da sempre.

La sensazione di déjà-vu è stata infatti una costante durante tutti i primi ascolti. Da una parte, il riferirsi esplicitamente agli standard del rockabilly, permette di individuare facilmente i topoi più classici del genere. Dall’altra, non può essere data per scontata la capacità di saper scrivere (e trasmettere) tunes di tale immediatezza e freschezza.

Soprattutto quando diventano sporchi e graffianti come la title track: fosse stata pubblicata alla fine degli anni 60, Zombie Dog non avrebbe sfigurato su un album dei Creadence Clearwater Revival. Brano di razza, denominazione di origine protetta, meriterebbe l’etichetta “Approved by John Fogerty“.

E proprio quando pensi di aver inquadrato l’album, ecco che arriva il pezzo da fuori classe: The Man of The Innocents, una splendida ballata country, con un’evoluzione melodica appagata e appagante. Cambia ancora una volta l’approccio vocale, nel rendere onore al milieu artistico di un brano che richiede una spiccata capacità espressiva per risultare davvero convincente.

Zombie Dog è una celebrazione del good old rock’n’roll e il trio toscano lo dichiara fin dalla copertina: un bulldog da Pet Sematary rosicchia un osso spolpato (accompagnandolo con una pinta, buon gustaio!). E l’originalità è proprio l’unico argomento che, in tutta onestà, non mi interessa affrontare: “nessuno dovrebbe pensare all’inverno in agosto, è come un presagio di morte” (S.King, A Volte Ritornano).

Riconoscersi in un genere così longevo e continuare a celebrarlo, non è un limite. E non lo sarà mai. Significa avere radici e senso di appartenenza. Vale per il rock, vale per l’horror, vale per tutto ciò che nasce dalla passione e che sa trasmetterla: l’osso sarà pure stato spolpato, ma è ancora parecchio gustoso.



Credits: gli Atomic Papas sono un trio NeoRockabilly formato da Nicola Guidi (chitarra elettrica e voce), Lorenzo Frangini (contrabbasso e basso elettrico), Francesco Giomi (batteria).


Edito dalla Dan Jack Distro Label, Zombie Dog è ricco di special guest: Kelly O’Donohue (trombe e tromboni a tiro) e Leonie Freudenberger (sax baritono e tenore) in There Must Be a Mistake; Alex Paclin (armonica a bocca) in Please Don’t Go; John Lee Sanders (piano) e Artis Locmelis (sax tenore) in Grease Up On The Wheels; Reggie Duncan (pedal steel) e Ritchie Sugihara (chitarra elettrica) in You Play Guitar?; torna Locmelis in Runaround Sue insieme a Ben Marmier (batteria); Dan Hochhalter (fiddle) in Texas Playboys; ancora Duncan su The Man Of The Innocents; El Machico (chitarra elettrica) in The KKK Took My Baby Away.

https://www.facebook.com/atomicpapas/


Tracklist

01. There Must Be a Mistake
02. Please Don’t Go
03. Grease Up On The Wheels
04. You Play Guitar?
05. Runaround Sue
06. Zombie Dog
07. Devil In Disguise
08. Texas Playboys
09. The Man Of The Innocents
10. The KKK Took My Baby Away

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