Def Leppard: Pyromania – 19 gennaio 1983

19 gennaio 1983.
I britannici Def Leppard pubblicano il loro terzo album, Pyromania, che iniziò una permanenza di ben 92 settimane nella classifica americana, senza però mai raggiungere la posizione n.1, ma riuscendo comunque a vendere più di 6 milioni di copie solo negli Stati Uniti.

Pyromania è un disco meno radiofonico e melenso, rispetto al successivo Hysteria, del 1987, ed è prodotto da Mutt Lange, lo stesso produttore di Meat Loaf, di Back in Black e For Those About Rock degli AC/DC.

Mutt Lunge aveva dato risalto alla pulizia del suono ed enfatizzato i riff di chitarra e le prestazioni vocali dei Def Leppard, a differenza di Bob Rock e Rick Rubin, che invece puntavano molto a dare risalto al suono della batteria.

Come si fa a non amare i Def Leppard; soprattutto per quelli che come me sono cresciuti con la loro musica e i loro video. Quei cinque ragazzini di Sheffield, all’inizio degli anni ’80, furono capaci di incidere grandi album di hard rock britannico come On Through the Night, High N’ Dry e giustappunto Pyromania.

Eppure la maggior parte dei fan lega il loro nome a dischi come Hysteria e Adrenalize. A metà degli anni ’80 i Def Leppard, in termini di fama, erano secondi solamente a Thriller di Michael Jackson, e verranno etichettati come esempi di musica da stadio, da mega concerti.

Purtroppo, a prescindere dal gradimento personale, è evidente che Hysteria venne concepito e prodotto per abbracciare un bacino di utenti ancora più ampio, compresi tutti quelli che non amavano il genere metal. Che è poi il principio basico per raggiungere il livello pop dell’ingranaggio del business discografico, quando la musica diventa quasi un prodotto calcolato e conseguentemente di massa.

Sulla stessa falsa riga, è quello che accadrà nel 1991 con il Black Album dei Metallica, sebbene possano sembrare un tipo di analisi e di similitudine troppo azzardate e generalizzate. A conti fatti, i Def Leppard non potevano essere considerati propriamente una band heavy metal, o almeno, estremizzando il concetto, non più dalla pubblicazione di Pyromania in poi.

A pensarci bene, i Def Leppard non potevano essere considerati nemmeno una band glam rock, per due fattori: che erano già famosi prima che trucco e lacca per i capelli tornassero di moda e dominassero tutte le copertine dei dischi rock e new wave, e poi perché la loro immagine di band era praticamente inesistente. A parte il cantante Joe Elliott, gli altri componenti della band, a prima vista, sembravano tutti uguali. Fateci caso. Ma questo non significa che i Def Leppard non avessero migliaia di ragazze sotto il palco che non aspettavano altro che farsi scopare da uno di loro subito dopo la fine di un concerto.

Il merito dei Def Leppard fu quello di essere riusciti ad annullare completamente il fattore estetico, ottenendo ugualmente l’approvazione da parte dei fan, un pò come è accaduto ad altre band hard rock come Krokus, AC/DC e Scorpions.

Pyromania è un disco di hard rock blues credibile e di personalità, con la voce del giovane Joe Elliott che somigliava a quella del compianto Bon Scott: Rock! Rock! (Till You Drop) è un brano d’apertura perfetto, Photograph ricorda parecchio lo stile anni ’70 dei Journey, Rock of Ages è diventato un altro cavallo di battaglia dei Def Leppard, pressoché identico allo stile dei primi Skid Row di fine anni ’80, nonché titolo del famoso film con Tom Cruise, Catherine Zeta Jones ed Alec Baldwin. Ancora oggi, riascoltando questo disco per l’ennesima volta, continuo a pensare che Pyromania non abbia nemmeno un buco, neanche una canzone brutta: come mirare un bersaglio e prenderlo perfettamente dove volevi tu.

In conclusione: gli stessi Def Leppard non hanno mai negato o nascosto la loro idiosincrasia nei confronti del termine heavy metal; non amavano essere etichettati come band heavy metal, ed ogni membro della band avrebbe dato il suo braccio destro pur di evitare quella definizione. A parte Rick Allen, ovviamente.

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