Deftones: la recensione di ‘Ohms’

Deftones

Ohms

25 settembre 2020

Reprise Records

genere: nu metal, alternative metal

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Ohms è la nona release dei Deftones, un ritorno atteso, un tributo ai precedenti memorabili album (tra tutti White Pony che festeggia i suoi 20 anni) e al tempo stesso il tassello che segna un nuovo percorso.

Per riuscire nell’intento, i Deftones hanno pensato bene di richiamare l’artefice del suono della band californiana, Terry Date, influente più che mai nella loro carriera, così come in questo ultimo lavoro.

Ohms (che si riferisce all’unità di misura della resistenza elettrica) è anche il titolo del primo singolo, pubblicato il 21/08/2020, ed è anche l’ultima delle 10 tracce dell’album. Inizialmente complesso, tanto da durare 12 minuti, è stato poi rielaborato, per arrivare ai 4:10 che chiudono l’album, senza sacrificare i riff di Carpenter e riassumendo perfettamente le tematiche affrontate in tutta l’opera in maniera esaltante.

Con un intro lento, costruito da tastiera e sintetizzatori, si apre il secondo singolo estratto da Ohms: Genesis. Melodica e dirompente, come solo la voce di Chino Moreno sa interpretare, senza dimenticare l’altra voce, quella della chitarra a nove corde di Carpenter.
Più introspettiva Ceremony, con atmosfere darkwave ed elettroniche tipicamente anni 80.

Uno dei brani più belli dell’album, è sicuramente Urantia. Riff massicci, che sfiorano il thrash metal, si fondono perfettamente con le strofe melodiche. Brano suggestivo Error, intenso e fluido, con la batteria di Cunningham a farlo esplodere nel finale.

La traccia numero 5, The Spell Of Mathematics, è forse il brano più rappresentativo del percorso intrapreso dai Deftones in questi anni: la ricerca dell’equilibrio perfetto tra sonorità contrastanti e le peculiarità di ogni componente della band. Viene fuori una formula che forse conosciamo già, ma che non smette di sorprendere.

L’intro delicato di Pompeji vi culla in un’atmosfera onirica, con elementi eterei, che si fondono con la voce di Moreno. Questa calma, che precede This Link Is Dead, è solo apparente. Rabbiosa e delirante, la traccia 7 è uno sfogo di quasi 5 minuti, durante i quali tra riff, rullate e grida, viene messa a dura prova la nostra emotività. In tutto questo, arriva Headless, una ballata cupa e avvolgente, che ricalca lo stile Deftones. Non manca nulla a Radiant City, prorompente e ricca di riff e ritmica, con un vigoroso groove di batteria.

I Deftones, con 30 anni di storia alle spalle, confezionano uno degli album migliori della loro carriera; figlio del compromesso tra Moreno e Carpenter, sempre contrapposti, ma sempre parte l’uno dell’altro. “Come lo yin e o lo yang”, la descrizione che dà della band Chino Moreno.

Ohms è tradizione, sperimentazione, libertà creativa, abbinate ad una tecnica superlativa. I Deftones ci insegnano che per cambiare davvero, bisogna rimanere fedeli a se stessi.

Emilia Di Felice

Membri della band:

Chino Moreno – voce, chitarra

Stephen Carpenter – chitarra

Sergio Vega – basso

Frank Delgado – tastiera, campionatore

Abe Cunningham – batteria

Tracklist:

1. Genesis

2. Ceremony

3. Urantia

4. Error

5. The spell of mathematics

6. Pompeji

7. This link is dead

8. Radiant city

9. Headless

10. Ohms

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