Placebo – Without You I’m Nothing

Era il 1998, quando i Placebo pubblicavano il loro secondo album in studio, a due anni di distanza dall’omonimo esordio.

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Without You I’m Nothing è il titolo di questo secondo lavoro del gruppo fondato da Brian Molko e Stefan Olsdal. I Placebo sono stati una delle band simbolo degli anni a cavallo del nuovo millennio, una delle poche realtà originali, e con uno stile bene definito. A parte qualche colpo di coda grunge come Celebrity Skin delle Hole, o Yield dei Pearl Jam, il 1998 non fu un anno di entusiasmanti uscite discografiche, per quanto riguarda ciò che era stato il rock fino a quel momento. L’industrial rock e la musica elettronica iniziavano, però, a prendere piede, complice la comparsa sulle scene di Marilyn Manson, o di gruppi come i Massive Attack. I Placebo amalgamarono lo stile dei gruppi che li avevano influenzati (Pixies, Smashing Pumpkins e Sonic Youth, solo per citarne alcuni), con le sonorità in voga in quel momento, creando qualcosa di unico.

La prima traccia, e primo singolo estratto da Without You I’m Nothing, è la celebre Pure Morning e se il buongiorno si vede dal mattino, non poteva esserci migliore apertura per un LP che vede la convivenza di numerosi stili, dal rock alternativo, al punk rock, al neo-glam. Preferisco non usare il termine britpop, spesso associato al gruppo anglolussemburghese, perché credo che i critici dell’epoca lo usassero spesso a sproposito, solamente in virtù della provenienza geografica. Un po’ come accadde per il grunge e il nu metal dall’altra parte dell’oceano.

Tornando a Pure Morning, il brano presenta subito alcuni dei temi ricorrenti nella scrittura di Molko, quali la trasgressione, il sesso, le droghe, l’amicizia. Un pezzo volutamente ripetitivo nel ritmo e nella melodia, così come nel testo, volto a dare un senso di alienazione.

Più vivace è Brick Shithouse, pezzo decisamente elettropunk, mentre You Don’t Care About Us riprende nella linea di basso le sonorità dei The Cure.

La title track è un colpo al cuore: il testo è poetico, commovente, sofferente e la melodia che lo accompagna è altrettanto struggente. Perfetta per la collaborazione con uno dei grandi miti di Molko, ovvero David Bowie.

Il disco prosegue alternando brani più energici e rock (Allergic), ad altri più cupi e angoscianti (The Crawl), fino ad arrivare ad un altro classico della band britannica, Every You Every Me. Il riff di chitarra con cui si apre il brano, supportato da una batteria incalzante, si fonde con la bellissima voce di Brian Molko in un singolo che racchiude tutta l’essenza dei Placebo.

Summer’s Gone è, nel suo riff, lo stato embrionale di Special Needs, successo del 2003, contenuta nell’album Sleeping with Ghosts.

Chiude il disco la traccia fantasma Evil Dildo, un brano ruvido, quasi interamente strumentale, aggressivo, dal carattere noise, post rock. Le poche parole incise, sono dei messaggi registrati su di una segreteria telefonica. È quella di Brian Molko e i messaggi sono minacce di morte, che il cantante aveva ricevuto da ignoti.

Without You I’m Nothing è un album ricco e variegato, maturo e genuino allo stesso tempo, un grande classico di fine anni ’90.

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