The Doors – L.A. Woman

The Doors

L.A. Woman

Aprile 1971

Elettra/Asylum Records

Genere: rock psichedelico, rock blues

The Changeling.
Colui che è in evoluzione.
Attorno alla voce calda e carismatica di Jim Morrison, i Doors costruiscono un blues da brividi.
In fondo lo stava dicendo al mondo:
sto cambiando, sono in trasformazione.
1971, anno di uscita di L.A. Woman,
è anche l’anno che vede la registrazione del decesso dei Doors e dello stesso Morrison.

L.A. Woman è una donna.
Forse è Los Angeles, o forse è l’animo inquieto e irrequieto di Jim.
Il disco sarà una tappa fondamentale per tutti e quattro i musicisti, che solcheranno la soglia del successo in tutto il mondo.
Ma la fine è alle porte e niente è più affascinante e intrigante di una band come la loro, in declino.
Quasi decadente.
Lo dimostrano per tutta la durata dell’album.

Love Her Madly è stata scritta da Robby Krieger, autore inoltre della celeberrima Light My fire.
Ci giunge come una supplica, con una sincronia tra gli strumenti incalzante e meravigliosamente costruita.
L.A. Woman… se siete approdati qui, è perche i Doors li conoscete.
Ed L.A. Woman è la canzone che meglio incarna l’essenza dell’intero gruppo.
Selvaggia, perduta, ricamata tra gli accordi perfetti di Ray Manzarek e di Krieger. Morrison immortala tutto ciò che lo ha caratterizzato fino ad allora. Il blues, l’amore per le sonorità tipicamente americane e l’aggiunta di alone di mistero ripetendo come un mantra lo storico verso: “Mr Mojo Rising”.

Hyacynth House è la carezza di cui avevamo bisogno.
Un country blues in piena regola, solo alla maniera dei Doors.
I versi si susseguono e lasciano che la voce di Morrison ricada come dei fiocchi sull’hammond di Manzareck.

Jim Morrison è sempre stato un amante dei poeti francesi: Baudelaire, Rimbaud, Apollinaire sono stati i suoi maestri.
E si evince! Si percepisce appena risuona la pioggia seguita dai battiti inconfondibili del charleston di Densmore: l’intro di
Riders on The Storm.
È il misticismo di cui questa canzone è circondata che ci fa sue prede, lasciandoci senza via di fuga dalle emozioni in crescita al suo ascolto.
Un brano questo, che li ha immortalati tra i più grandi, tra i geni musicali del ventesimo secolo.
Con la stessa voluttà con la quale ha vissuto, Jim se ne va morendo a soli 27 anni, lasciandoci inermi e increduli ad uno spettacolo al quale ancora non aveva posto fine.

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