John Lennon e Dimebag Darrell

New York, 8 Dicembre 1980.

Columbus, 8 dicembre 2004.

Sì, lo so. Ho messo due date e due luoghi. Non è un errore. Stesso giorno, stesso mese, anni diversi, città diverse, protagonisti diversi, ma entrambi vittime di una stessa sorte.

A New York, John Lennon viene assassinato da Mark Chapman, mentre sta uscendo da casa sua, quel Dakota Building che è tristemente diventato meta di pellegrinaggio, insieme a Yoko Ono che assiste inerme alla morte del marito.

A Columbus, in Ohio, Dimebag Darrell, chitarrista e cofondatore dei Pantera, viene ferito a morte da un ex militare, durante l’esibizione dei suoi Damageplan, band che aveva fondato con suo fratello Vinnie Paul in seguito allo scioglimento dei Pantera.

L’8 Dicembre, per la Cristianità, rappresenta l’immacolata concezione della Vergine Maria, una ricorrenza molto sentita da parte dei credenti che anticipa quelle che saranno le celebrazioni natalizie. Un giorno di festa, nel quale si allestisce l’albero di Natale e si passeggia nelle vie addobbate delle città, fra mercatini e luminarie.

Ma la festa è molto più antica. In questo stesso giorno, gli antichi romani celebravano lo spirito del fiume Tevere, il cosiddetto ‘fater Tiberinus’, da Tiberio, figlio del dio Giano Bifronte, capace di guardare contemporaneamente al passato e al futuro e simbolicamente legato all’idea del mutamento e dell’eterno scorrere degli eventi.

Secondo la leggenda Tiberio morì cadendo nel fiume, ma il suo spirito sopravvisse entrando nelle acque del Tevere.

Leggendo questi cenni storici, di cui forse vi starete chiedendo il senso in questo post, ho subito pensato che la sorte di Tiberio è stata simile a quella dei nostri Lennon e Darrell. In particolare al primo, scomparso ormai 38 anni fa, ma il cui spirito continua a sopravvivere non in un fiume, ma in ogni album, nei testi da lui scritti, nei cuori dei suoi fan.

E probabilmente sopravvive nel cuore di tutti i fan, proprio tutti, compreso quello di Mark Chapman. Colui che era talmente ossessionato da John Lennon, da volergli togliere la vita. Sparò cinque colpi di pistola, quattro dei quali colpirono Lennon, che si accasciò a terra e morì pochi minuti dopo durante il tragitto verso l’ospedale.

Chapman amava i Beatles, in particolare John, ma col passare degli anni e dopo una profonda conversione spirituale, si convinse che Lennon aveva tradito gli ideali della sua generazione e si sentì investito della missione di punirlo. Di fatto, voleva solo diventare qualcuno, uccidendo l’uomo più famoso del mondo.

Spesso il rapporto che si instaura fra fan e idolo non è sano. Certo, non tutti i fan vanno in giro a sparare ai propri musicisti o attori preferiti, ma in molti casi l’adorazione arriva ai limiti del feticismo, dell’ossessione, e se ciò avviene in una mente già malata di suo, beh, l’epilogo non può che essere tragico.

Dimebag Darrell non è certo noto quanto John Lennon, ma i suoi Pantera sono fra i gruppi più importanti dell’heavy metal.

L’8 Dicembre del 2004 si trovava nel locale Alrosa Villa di Columbus per promuovere il nuovo album dei Damageplan, quando un ex-militare, tale Nathan Gale, salì sul palco e gli sparò.

Morirono altre tre persone, per mano di questo fan schizofrenico, che fu ucciso proprio durante la sparatoria da un poliziotto. Così non sapremo mai il reale motivo di tanta furia omicida, ma certo è che il suo nome non verrà mai ricordato, mentre quello di Dimebag Darrell, così come quello di John Lennon e di Tiberio, sopravviveranno nel passato, ma anche nel futuro, aleggiando tra mito e leggenda.

«Non ho paura di morire, sono preparato alla morte perché non ci credo. Penso che sia solo scendere da un’auto per salire su un’altra.»

(John Lennon, 1969)

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