La truffa legalizzata dei voucher: seconda puntata

Un nuovo articolo in merito alla questione ‘voucher‘ era doveroso, in quanto finalmente anche gli ultimi organizzatori latitanti si sono decisi a dare qualche info in più sulle sorti dei biglietti acquistati per i concerti previsti per l’estate 2020.

Dopo oltre due mesi di silenzio, il Firenze Rocks ha comunicato che l’edizione 2020 del festival è stata annullata (ma va’?!) e che verranno annunciati nei prossimi giorni gli artisti che prenderanno parte all’edizione 2021.

All’annuncio di Firenze, segue quello degli I-Days di Milano, scritto esattamente allo stesso modo, con la stessa grafica e le stesse parole.

Gli organizzatori di entrambi gli eventi si dichiarano “fiduciosi di poter confermare la stessa line-up del 2020 e vicini ad una comunicazione ufficiale”.

Aggiungono, inoltre, che i biglietti già acquistati, saranno validi per l’edizione 2021. E già qui scatta il primo dubbio, ovvero: i ticket di cui sono in possesso migliaia di italiani, e non solo, sono valevoli per un preciso artista, oppure per una delle giornate del festival?

Quando riusciamo, con fatica, ad accaparrarci un biglietto per assistere al concerto di uno dei nostri gruppi del cuore, dopo aver fatto sacrifici economici e dopo aver dimostrato di non essere un robot, riuscendo a battere sul tempo i siti di secondary ticketing, stiamo quindi pagando per una prestazione generica?

Su questo aspetto, i festival, non si sono pronunciati.

Il comunicato prosegue così: “Chi desiderasse, in ogni caso, avere il rimborso, avrà la facoltà di richiedere un voucher di pari valore a quello indicato sul biglietto precedentemente acquistato e comprensivo, dunque, del diritto di prevendita“.

Uno degli interrogativi che ci ponevamo nel precedente articolo è stato quindi chiarito: il voucher includerà la prevendita, ma non le spese di gestione dei siti di ticketing. Comprensibile per quel che riguarda il costo della consegna tramite corriere, che è comunque già avvenuta, ma per la stampa da casa e gli altri oneri di servizio torniamo a parlare di presa per i fondelli.

“Il voucher potrà essere richiesto entro il 18 Giugno 2020”, concludono.

Diamo, quindi, per scontato, che la nuova line up sarà presentata prima di quella data. Se così non fosse, come potrebbero le persone decidere se tenere il biglietto, oppure richiedere il voucher? Oltretutto, la legge non prevedeva la possibilità di richiedere il buono entro 30 giorni dalla data dell’evento cancellato? Sento puzza di presa in giro.

Ora, supponiamo per un attimo che il cast del 2020 sia confermato in toto (tanto la maggior parte dei gruppi spalla non era stata nemmeno annunciata…): cosa succederebbe se volessi comunque ottenere il voucher, perché impossibilitata a recarmi al concerto, o perché, può anche capitare, non più interessata a parteciparvi?

I gentili organizzatori, dopo essere stati subissati di domande e insulti, ci tengono a farci sapere che si potrà in ogni caso richiedere il voucher (e grazie tante, a loro fa comodo), il quale sarà spendibile, tenetevi forte, per una selezione di show di Live Nation Italia.

Una selezione di show. Ci piacerebbe sapere quali, ma al momento è impossibile reperire un elenco di tali manifestazioni e i siti come TicketOne, dove bisogna recarsi per ‘ulteriori informazioni’, chiariscono meno dubbi di quanto non possa fare un qualsiasi fan che in questi giorni sia stato dietro alla vicenda.

Live Nation cercherà di propinarci quei live per cui non è riuscita a vendere abbastanza biglietti?

Ci mettiamo nei panni, inoltre, di tutti quegli stranieri che dovessero, loro malgrado, aver acquistato un ticket per un evento Live Nation e che si vedranno costretti ad usufruirne in Italia. Ricordiamo che in molti Paesi esteri è stato concesso il rimborso in denaro.

Il nostro consiglio spassionato, è quello di tenervi i biglietti, boicottando i voucher, provando, eventualmente, a rivenderli a terzi. C’è la possibilità che il cambio nominativo non verrà fatto pagare (altra truffa).

Il Codacons si sta attivando, in questi giorni, per dare ascolto alle migliaia di lamentele ricevute, cercando di attivarsi.

Con un colpo di spugna sono stati cancellati i diritti dei consumatori, prevedendo l’assurdo meccanismo del voucher come forma di rimborso. Ma è di tutta evidenza che se un evento viene annullato e non sarà più organizzato, il consumatore ha diritto in base al codice civile alla restituzione dei soldi versati, e non certo ad un voucher“, dichiara Carlo Rienzi, presidente del Codacons.

Per tale motivo si sta “valutando la possibilità di una azione collettiva contro gli organizzatori degli eventi annullati che non riconoscono, a chi non vuole o non può utilizzare il voucher, il rimborso in denaro”.

L’associazione ha deciso inoltre di portare il caso dinanzi alla Commissione Europea, affinché si apra una procedura di infrazione “contro il governo italiano che ha calpestato i diritti dei consumatori”.

Tutti coloro che hanno acquistato biglietti per concerti e spettacoli annullati possono inviare una segnalazione al Codacons alla mail info@codacons.it o ottenere assistenza al numero 89349966.

Sicuramente una strada da tentare, ma sulla quale non riporrei troppe speranze.

Ricordiamo, infatti, che questo comportamento da parte delle aziende di spettacolo, è perfettamente legittimato dall’art. 88, D.L. 17/03/2020 n. 18, convertito nella L. 24/04/2020 n. 27, il quale stabilisce che i biglietti relativi ad eventi che erano programmati dall’8 Marzo al 31 Luglio 2020 verranno rimborsati – ove richiesto dall’Organizzatore di ogni evento – tramite Voucher.

Il Governo ha creato una legge ad hoc per salvaguardare le aziende del settore, che giustamente andavano tutelate, ma lo ha fatto a discapito dei cittadini, al fine di non dover tirare fuori neanche un euro dalle casse dello Stato. Per di più, ha dato il via libera ai piccoli concerti, a partire dal 15 Giugno 2020, illudendo i lavoratori del settore di essere stati considerati, quando di fatto è l’esatto opposto.

Le restrizioni applicate a tali eventi sono talmente limitanti che quasi nessuno si sognerà di organizzare alcunché per la prossima estate. Ma di questo, magari, parleremo in un altro articolo.

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