The Rasmus a Cardiff: il live report

Articolo a cura di Stefania Milani

Oh oh oh oooh… Si alzava il coro, di tanto in tanto, alla Utilita Arena di Cardiff mentre aspettavamo l’arrivo sul palco dei Rasmus lo scorso 2 dicembre.

Sul filone nostalgia sono approdati in Galles i finlandesi di In The Shadows, riportandoci di colpo al 2004, ma con la freschezza scandinava di chi ha ancora qualcosa di nuovo da offrire. Il loro soft rock, a tratti goth con linee pop, è rimasto stilisticamente coerente mentre proponevano alcune tracce del nuovo album Weirdo, uscito lo scorso 12 settembre sotto l’etichetta Better Noise Music e Playground Music Scandinavia.

Sono giunta a una mia personale teoria: più il clima è ferale e infausto in determinati Paesi — sempre piovoso in Gran Bretagna, con lunghi periodi di buio in Scandinavia — più la musica diventa trascinante, coinvolgente, energica e positiva, vero antidoto allo spleen indotto dal cielo. Forse è anche questo a giustificare la qualità spesso superiore della musica del Nord Europa.

È il caso dei Rasmus, che hanno proposto una scaletta carica di energia, vissuta dal primo all’ultimo minuto in modo amichevole, dinamico e stimolante. I brani nuovi si sono alternati ai successi del passato, come No Fear (2005), che ho particolarmente apprezzato, fino all’apoteosi dell’attesissima In The Shadows, capace di coinvolgere naturalmente tutta la sala.

Veniamo ora a Weirdo, che nel complesso ha ricevuto critiche positive. L’album scorre in modo semplice e piacevole dalla prima all’ultima traccia, con momenti di introspezione nei quali il classico fan del rock può ritrovarsi — Creatures of Chaos, che apre il disco, e la stessa Weirdo, che dà il nome al lavoro. Le melodie sono immediate e accompagnano per circa mezz’ora di buone vibrazioni sonore, adatte anche all’ascolto radiofonico.

Break These Chains è una traccia prorompente sulle catene che schiavizzano chi viene travolto dalle passioni e dalle relazioni tossiche, impreziosita dall’interessante collaborazione con Niko Vilhelm dei Blind Channel. Love Is a Bitch, invece, ci conduce verso una dimensione più funky e divertente.

L’album ha il potenziale per generare diverse hit e conferma una presenza solida e piacevole sulle scene per i Rasmus. Non resta che aspettare il prossimo capitolo.

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