Aspic Boulevard: recensione di Memory Recall Of A Replicant Dream

Aspic Boulevard

Memory Recall Of A Replicant Dream

Blow Up Records (distribuzione Goodfellas)

7 Maggio 2020

genere: elettronica sperimentale, progressive, musique concrète, kosmische musik, elettro-psichedelia, new age, space-rock, oriental-wave, krautrock

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Recensione a cura di Andrea Musumeci

L’etimologia del termine aspic è incerta, ma l’ipotesi più probabile è che derivi dal latino “aspis”, ossia scudo. Mentre l’espressione “boulevard” (baluardo nella nostra lingua) è rimasta metafora di protezione, di difesa e di riparo, con una marcata sfumatura di solidità.

Dall’ensemble di questi due termini (aspic e boulevard) nasce il progetto elettronico Aspic Boulevard, ideato e composto dai fratelli Marco e Alessandro Barrano, il quale prende forma e sostanza con la pubblicazione dell’album d’esordio Memory Recall Of A Replicant Dream, edito lo scorso 7 maggio per l’etichetta britannica Blow Up Records.

Sperimentazione e manipolazione dei suoni, ascrivibili all’ideologia futuristica della musique concrète francese, si mescolano all’effervescenza creativa, industriale e ambientale della kosmische musik teutonica, sublimando in un montaggio sonoro-fusion magniloquente caratterizzato dall’uso massiccio di strumentazione elettronica contemporanea e vintage.

Keyboards e drum machine analogiche, registratori a nastro, circuit bending e soprattutto ingegnosi dispositivi sonori costruiti in casa: un esempio di come avvicinarsi a mondi lontanissimi senza rimanere intrappolati nel labirinto del passato, ma seguendo un immaginario filo di Teseo e cercando continuamente di rinnovare, modellare e contaminare quei confini, come stimolo per guardare oltre lo scudo protettivo della nostalgia.

L’opera prima dei fratelli Barrano, di origine siciliana, poggia su una retrospettiva musicale ipnotica e sontuosa, soltanto apparentemente fredda e artificiale, che si impregna di materia celluloidale e trame armoniche, fresche, vellutate ed eleganti.

Musica assoluta generata da macchine elettroniche in simbiosi con l’essere umano, che si riduce solo parzialmente al puro fenomeno sonoro, poiché, a differenza del significato pitagorico dell’aggettivo “acusmatico”, non la allontana affatto dalla rifrazione della nostra percezione visiva.

La struttura compositiva di Memory Recall Of A Replicant Dream, dall’alto della sua acropoli sonora multiforme, si dirama attraverso undici tracce nelle quali si fondono avantgarde occidentale e spiritualità esotica.

Una sorta di laboratorio crossover elettronico forte di un astrattismo cosmico in cui riecheggia sensuale l’estetismo magnetico e glassato del vocoder, tra misticismo trascendentale orientale, sinfonismo classico e orchestrale, linguaggi robotici, fraseggi ritmici ondulatori e paillettati, psichedelia pinkfloydiana-barrettiana, sfumature multicolori di impressionismo en plein air, surrealismo scenografico da musical-progressive canterburyano, percussionismo etnico-tribale, tessiture beat-lounge beatlesiane, atmosfere stellari e cromatiche, galassie geometriche e mitologiche, interferenze radioattive krautiche e trasmissioni cibernetiche.

Melodie epiche e fragranze mediterranee rendono, infine, omaggio al folklore della propria terra natia (riferito ai due fratelli Barrano), regalando all’insieme quel fascino poco discreto del barocchismo estetico medievale, dove ogni elemento evolutivo e contemplativo richiama in memoria informazioni di un passato duplicato, fluttuando su un piano spazio-temporale bidimensionale malinconico, dilatato e nebulizzato.

Membri della band:

Marco Barrano: vocals, guitars, banjitar, bass, piano, synthesizers, electronic organs, keyboards, theremin, circuit bending, homemade devices.

Alessandro Barrano: drums, street drums, tammorra, cajon, darbuka, djambe, bongos, rainstick, windchimes, homemade devices.

Tracklist:

1. Interference

2. En Plein Air

3. Akragas

4. Les Étoiles de Lascaux

5. Aerial Steam Horse

6. Electromagnetic Playground

7. Kubernetikós

8. M42 nebula

9. Refraction, Diffraction, Polarization

10. Urania

11. Fractals

12. Akragas (Reprise)

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