Duocane: recensione di Teppisti In Azione Nella Notte

Duocane

Teppisti In Azione Nella Notte

Autoproduzione

12 ottobre 2022

genere: stoner, math, noise, jazz, grunge, doom, fuzz, crossover

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Recensione a cura di Andrea Musumeci

Con due EP alle spalle (Puzza di Giovani e Sudditi), il power duo pugliese Duocane manda alle stampe il suo primo full-lenght intitolato Teppisti In Azione Nella Notte, autoprodotto e anticipato dall’uscita del singolo Neqroots, chiaro omaggio a Rachid Neqrouz, calciatore marocchino del Bari degli anni ’90.

Divenuto l’eroe di molti pugliesi di quella generazione – sia per le sue gesta sul campo che per le sue vicende extra-calcistiche – Rachid Neqrouz balzò agli onori delle cronache per una “marcatura a luci rosse” su Pippo Inzaghi: nel 1997, durante la gara giocata allo stadio San Nicola contro la Juventus, Neqrouz palpeggiò ripetutamente il lato B di Inzaghi, riuscendo a innervosire il calciatore juventino.

Al netto di episodi vintage legati a certo folclore sportivo e ai tempi d’oro che furono, i due musicisti Stefano Capozzo (voce e basso) e Giovanni Solazzo (batteria) – già impegnati nei progetti paralleli Banana Mayor e Turangalila – continuano a perseguire e maneggiare il loro trademark ironico, disilluso, randagio e dissacrante, riprendendo il discorso esattamente da dove l’avevano lasciato con le recenti pubblicazioni e conservando quell’identità scritturale underground dal taglio trasversale, ma con l’intento di ampliare ed affinare sia range creativo che struttura compositiva.

Stefano Capozzo è un insegnante di disegno, mentre Giovanni Solazzo è un operatore sociale coi migranti: attraverso la loro creatura a due teste (come raffigurato nell’artwork), entrambi mostrano, ancora una volta, una certa sensibilità verso il tema della marginalità e del mal di vivere quotidiano, cercando nella musica una valvola di sfogo viscerale e nell’irriverenza testuale in stile Skiantos un modo per non scadere nella facile retorica.

All’interno delle otto tracce che compongono Teppisti In Azione Nella Notte (tra cui la strumentale Old Man Yells At Cloud), scodinzolando in mezzo a quelle sonorità che caratterizzano il vasto catalogo dell’alternative rock, i Duocane riescono a integrare il proprio spartito autorale utilizzando il vecchio artigianato del taglia e cuci, smarmellando ritmiche rocciose e abrasive alla Melvins e Shellac (Entropia e Esco Zoccola, Neqroots) e intrecciando trame pruriginose di estrazione math rock e noise ad atmosfere fuzz-stoner e a quel grunge lisergico di sponda Nirvana ed Alice In Chains.

Il tutto arricchito da un crossover fatto di contaminazioni complementari, di ricette analgesiche che vanno a mitigare l’animalità degli istinti più famelici, mescolando le fumose distensioni del jazz ambient, l’indolente freschezza di linee beatlesiane (Zona Giallo-Rossa) e le ipnotiche luci notturne di psichedelia Motorpsycho.

Oltre a un citazionismo che fa riferimento a programmi cult della tv italiana (Biascica, Apri Tutto!), i Duocane criticano in maniera diretta il ruolo servile e parassitario del sistema statale (equiparato a “una medusa dalle mille teste con nessun cervello” nel brano Il Sonno Degli Statali) e l’involuzione dialettica della società contemporanea, di una cultura di massa sempre più sottomessa alle logiche algoritmiche dei social network, alla vanità di quelle vite fittizie che scrolliamo dal comfort dei nostri divani casalinghi, fino all’eutanasia digitale delle nostre emozioni.

Se da una parte c’è chi si mimetizza nel caos della metropoli in cerca di una svolta esistenziale, dall’altra c’è chi invece resta aggrappato al cordone ombelicale della provincia, incapsulato nel codice di avviamento postale del comune di Aquaviva Delle Fonti (70021), nell’intento di anestetizzare il tempo che scorre fissando le chiese.

I Duocane ci raccontano – con sdegno e goliardia – quella che è la loro percezione nei confronti dell’attualità, del fallimento etico della società del progresso tecnologico, a cui, forse, in fin dei conti, non è stato mai chiesto alcun supporto psico-emotivo: una nuova normalità in perenne trasformazione, che non dà punti di riferimento, in cui è sempre più difficile distinguere i confini tra realtà e finzione, tra appartenenza e opinione. Nel frattempo, continuiamo a nuotare nei nostri acquari borisiani, ognuno nella propria bolla personale, come in un Truman Show, andando avanti per inerzia e fregandocene del perché.

facebook/duocanemusic

Membri della band:

Stefano Capozzo: voce e basso

Giovanni Solazzo: batteria

Tracklist:

1 Entropia e Esco Zoccola (manifesto anarco-menefreghista)
2 Algo Ritmo
3 Neqroots
4 Il Sonno Degli Statali
5 Old Man Yells At Cloud
6 70021
7 Zona Giallo-Rossa
8 Biascica, Apri Tutto!

Credits: Alessandro Vitale al sax contralto, Enrico Carella e Marco Fischetti alle tastiere ed effetti, Michele Gabriele De Luisi alla viola e violino, Gianluca Luisi al vibrafono.

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