Gentle Sofa Diver: recensione di Off The Fish Tank

Gentle Sofa Diver

Off The Fish Tank

Non Ti Seguo Records

21 maggio 2021

genere: psych, post-rock, post-metal, math rock, dream rock

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Recensione a cura di Andrea Musumeci

Off The Fish Tank è l’album d’esordio di Gentle Sofa Diver, progetto one-man-band dietro il quale si cela il giovane polistrumentista pesarese Nicolò Baiocchi, edito il 21 maggio per la label milanese Non Ti Seguo Records e anticipato dall’uscita del singolo Self Sabotage.

Uscire dall’acquario. Questo è il liquido tematico di matrice orwelliana che scorre all’interno delle nove tracce di Off The Fish Tank, quale palese metafora di intrappolamento: nella società, nelle reti del conformismo, nei nostri limiti individuali e nelle nostre comfort zone.

Un destino sociale già tracciato e contaminato al quale nessuno può sfuggire; destino che, al massimo, possiamo cercare di eludere attraverso una via di fuga onirica e surreale, in equilibrio tra l’osservazione del mondo reale e la dimensione del sogno.

Il concept simbolico di Off The Fish Tank fa presupporre che solo uscendo dall’acquario potremo riacquistare la libertà: condizione che, al tempo stesso, produrrebbe un forte senso di smarrimento e di terrore psicologico verso ciò che non conosciamo, verso l’ignoto. D’altronde, chi ci assicura che uscendo dal nostro acquario non finiremo in un’altra comfort zone?

Nicolò Baiocchi, aka Gentle Sofa Diver, risalendo la corrente seminale del rock metronomico di Louisville, e percorrendo i corridoi post-rock di realtà tricolori underground quali Vesta, Eileen Sol, Mars Era, Hiroshi., Cornea, EUF e Northway, si proietta immediatamente in un dilatato, argenteo e fragoroso immaginario sonoro dalle forme dinamiche, contraddistinto da arpeggi magnetici e luccicanti, chitarre riverberate e vitree, litaniche e rarefatte atmosfere ambient sigurrossiane, fraseggi mistici e dreamy in stile Tycho, distorsioni ruvide e venature volumetriche post-metal.

Nove brani inediti (di cui tre interamente strumentali, Seaside Winter Postcard, In The Fish Tank e Home) che, come altrettanti vasi comunicanti, si muovono in modo fluido, circolare ed elastico lungo note elettroacustiche folk: nove paesaggi suggestivi, dai toni evocativi e fragili, che si fissano all’imbrunire come nostalgiche, malinconiche e irrequiete cartoline settembrine, costituendo la perfetta cornice per esaltare il ritratto compositivo di Nicolò Baiocchi, in quel passaggio esistenziale che transita dall’età dell’euforica spensieratezza al momento in cui si acquisisce la consapevole insicurezza nei confronti del presente-futuro.

Quel sole e quel calore giovanile che col tempo si sono trasformati in nebbia e pioggia (Rain), quel mondo al quale eravamo abituati e che oggi non riconosciamo più (A World I Used To Know), pensieri che si accavallano e affollano la mente e che, proprio per questo motivo, sembrano voler evadere dall’incubo e dalle gabbie della contemporaneità per cercare rifugio nell’apparato vintage del genere alternative rock, per poi tuffarsi nel ventre di tutto ciò che è post qualcosa, abbracciandone ogni sua derivazione e contaminazione.

Gentle Sofa Diver, con questa prima pietra discografica, scatenando un’altalena di contrasti tra irrequietezza e pacatezza apparente, dà vita a una sorta di caos calmo che si inocula nei profondi solchi della psichedelia post rock strumentale, riuscendo a imbastire una ragnatela di trame sonore cangianti, vellutate, sfuggenti, frenetiche, ammalianti e lisergiche. Il tutto abilmente pennellato dall’autore marchigiano con passione viscerale, spiccata sensibilità ed una freschezza sensoriale rilassante, setosa, avvolgente, inquieta e affascinante, tale da conferire ampio respiro alle porte girevoli del suo perimetro melodico.

Nicolò Baiocchi colleziona, dunque, un ventaglio orchestrale di stati d’animo in perpetuo movimento, tra riflessi acustici e amniotici, ricordi sfocati e la sensazione di affinità epidermiche già vissute: un viaggio intimo e mitologico finalizzato ad accettare imperfezioni e debolezze, lasciando libere le immagini del passato, non come epilogo di un percorso introspettivo, bensì come un lento e progressivo crescendo emozionale che implode ed esplode, fino a riportare ogni cosa al suo posto, in quei luoghi che ci appartengono di diritto.

https://www.facebook.com/GentleSofaDiver/

Membri della band:

Nicolò Baiocchi: voce, chitarra, basso, batteria.

Luca Vagnini: arrangiamento archi nel brano Embrace.

Tracklist:

1. That Dream I Made
2. Self Sabotage
3. Rain
4. Seaside Winter Postcard
5. A World I Used To Know
6. Control
7. In The Fish Tank
8. Embrace
9. Home

Credits:

L’esordio discografico di Gentle Sofa Diver è stato registrato all’Avangarage Recording Studio di Luca Vagnini (Pesaro) ed esce in compact disc e su musicassetta per la label indipendente Non Ti Seguo Records.

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