Pearl Jam: recensione di Vs

Recensione a cura di Andrea Musumeci

19 ottobre 1993. I Pearl Jam pubblicano Vs, il loro secondo album, prodotto da Brendan O’Brien per la Epic Records.

Vs è il disco della capra addomesticata ed intrappolata nel recinto di una fattoria di Hamilton nel Montana che va a raffigurare metaforicamente, la voglia di ribellarsi agli stereotipi, al conformismo e alle ingiustizie della società, e soprattutto lo stato d’animo della band nei confronti dei suoi detrattori, tra cui proprio Kurt Cobain, il quale li aveva etichettati come “opportunisti”.

I Pearl Jam si sentivano imprigionati in tutte le aspettative che nacquero in seguito al successo del disco d’esordio Ten e, più in generale, all’esplosione del fenomeno grunge, del Seattle Sound, finendo per trasformarsi, contestualmente, in vittime e carnefici dello stesso sistema che li aveva portati al punto più alto dell’ingranaggio del music business pop.

Vs inizialmente avrebbe dovuto intitolarsi Five Against One (come appare nel retro copertina del disco): i Pearl Jam non l’avevano presa bene, erano pronti al contrattacco, passando dall’altra parte della barricata e rivoltando quel luogo comune con un nuovo messaggio: noi contro tutti.

I Pearl Jam iniziano a manifestare chiari segnali di insofferenza e rigetto verso certe dinamiche pubblicitarie promozionali delle case discografiche. Per questo motivo, proprio per ribellarsi al circo mediatico di MTV e di tutto l’establishment musicale, decisero di non girare alcun videoclip, di non pubblicare alcun singolo e di rilasciare interviste col contagocce. Una forma di protesta che durò fino al 1998, periodo di pubblicazione di Yield.

Fu questo, oltretutto, il periodo in cui i Pearl Jam cominciarono la loro battaglia personale al circuito di vendita di biglietti per concerti di Ticketmaster, con l’intento di combattere la speculazione sui prezzi dei biglietti. Tutta questa strategia ostruzionistica fu tutt’altro che controproducente, visto che Vs riscosse un enorme consenso in termini di vendite, addirittura maggiore di In Utero dei Nirvana.

Vs è un’opera dal sound decisamente più dinamico, registrato quasi interamente in presa diretta, che spazia dall’hard rock al funky e al garage punk, dalle sonorità blues seventies alla psichedelia e al percussionismo tribale. A differenza di Ten, Vs è volutamente ruvido, cupo, violento, graffiante, sanguinoso e imperfetto, pur esprimendo un carattere più intimista, riflessivo, rassegnato e malinconico, insieme a una condizione emotiva più coinvolgente. Un lavoro più maturo, intriso di tematiche socialmente impegnate, con una prospettiva diversa, non più solamente remissiva e arrendevole, ma che puntava il dito contro i colpevoli delle nefandezze della società.

Dunque, un altro disco importante per la nuova scena rock degli anni ’90 e per i vecchi fan dei Pearl Jam; un album che ancora oggi sarebbe attuale sia nella musica che nei testi, attraverso il quale i Pearl Jam riuscirono ad eludere certi schemi discografici, rischiando di apparire meno visibili e impopolari, ma con la volontà di mantenere una propria identità. L’intento era quello di lasciarsi alle spalle l’onda favorevole della moda grunge, con il proposito di sopravvivere nel tempo, distaccandosi pian piano proprio dal cordone ombelicale di mamma Seattle, guardando il tutto dallo specchietto retrovisore della propria auto, e di un mondo che sembra non fermarsi mai.

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