Puro Veneno: recensione di Non È Mai Troppo Tardi

Puro Veneno

Non È Mai Troppo Tardi

(Alka Record Label)

29 maggio 2026

genere: rock’n’roll, groove rock, reggae, indie-rock, alternative rock, blues & roll, new wave romantic, indie-pop

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A distanza di quattro anni dall’esordio con Questo Disco Mi È Costato Una Fortuna, il power trio ferrarese Puro Veneno torna sulla scena indipendente italiana con il nuovo album Non È Mai Troppo Tardi, edito per Alka Record Label, sotto la produzione artistica di Michele Guberti e anticipato dall’uscita dei singoli Resistere e Dubitare Di Te.

Con questo secondo capitolo, registrato presso i Magiari Sound Factory Studio di Ferrara e composto da dodici tracce, i Puro VenenoJack Tormenta alla chitarra e voce, Marco Orsini alla batteria e Massimiliano Lambertini al basso e cori – confermano solidità collettiva e una spiccata vena cantautorale, dando vita a una creatura sonora dalle molteplici anime, più versatile rispetto al precedente lavoro.

Sul piano tematico, Non È Mai Troppo Tardi, in costante oscillazione tra il dolce e l’amaro della vita, spazia dalla critica sociale alle riflessioni sulla guerra e alla resistenza contro le derive della contemporaneità. Si affrontano dinamiche affettive e conflitti interiori, sogni giovanili infranti e disillusione, perdita di fiducia nelle relazioni e crisi di mezz’età.

Ne emerge un’esortazione diretta che invita a non lasciarsi schiacciare dalla frenesia dei nostri giorni, a recuperare la forza di volontà necessaria per reagire alle difficoltà, alla rassegnazione, all’assuefazione, e a ritrovare il tempo per ciò che conta davvero e che troppo spesso viene trascurato.

Con una visione d’insieme romantica e ostinata, maturata anche dalle esperienze personali del gruppo, i Puro Veneno continuano a interrogarsi sul valore profondo delle connessioni tra le persone.

Ne nasce un lavoro discografico dal groove frizzante, incalzante e melodico, in cui l’indolenza dell’indie rock si alterna a un tocco vintage che richiama gli stilemi della vecchia scuola rock, in un equilibrio tra forma e sostanza, dove malinconia, nostalgia e disincanto convivono con elettricità e robustezza.

Ciò che emerge è un rock tradizionale dal carattere viscerale e trascinante, nel rispetto della forma-canzone e attraversato da una costante tensione emotiva. Si avvicendano riff graffianti, ritmi serrati, registri radiofonici, coinvolgenti melodie corali e ballate agrodolci dalle linee morbide e sognanti.

Le sonorità richiamano il blues-rock anni Novanta dei Negrita (Dimmi Cosa Fare) e il fascino luminoso e decadente di certa new wave romantica albionica dei Psychedelic Furs (Tra Le Bombe). Le temperature salgono con il groove energico e il combat rock stridente di brani che guardano all’alternative rock italiano dei primi Duemila (Resistere, Dubitare Di Te, Tu Mi Dirai), per poi aprirsi in un intreccio di riverberi psichedelici e inflessioni ska-reggae (Senza Di Te).

C’è spazio anche per l’effetto nostalgico e rarefatto di echi beatlesiani in chiave lennoniana (Dolce Sensazione), passando per luccicanti atmosfere pop alla Cremonini di (Nessuna Luce) e l’indie-rock cantautorale dal taglio ironico e cinico del nuovo millennio vicino agli Zen Circus (Tutti Al Mare), fino ad abbracciare momenti dal respiro più acustico.

Accanto a questo percorso fatto di suoni e contaminazioni, la scrittura evolve naturalmente verso un piano più riflessivo ed esistenziale. Esiste ancora la possibilità di un mondo migliore? E quanto costa la libertà in questa specie di giungla? Sempre più spesso ci illudiamo che il mondo giri intorno a noi, facciamo finta di stare bene, ma prima o poi ci rendiamo conto che non è affatto così.

Dopotutto, la vita vera assomiglia molto più a noi che ai protagonisti perfetti delle fiction e dei film. L’idea è che vivere non significhi ripartire da zero ogni volta che qualcosa va storto, ma ripartire da ciò che resta, da ciò che abbiamo imparato e da quello che il dolore non è riuscito a portarci via.

E non importa se la sensazione è quella di sentirsi sempre leggermente fuori tempo rispetto agli altri, un passo di lato o indietro rispetto alle aspettative: è proprio questa fragilità a renderci umani in una società che pretende competitività e omologazione.

A differenza di quanto cantava Vasco Rossi, per i Puro Veneno c’è sempre tempo per riaccendere passioni lasciate in sospeso. Non È Mai Troppo Tardi diventa, dunque, un messaggio di speranza che guarda con fiducia alla possibilità di ricominciare.

Tracklist:

1. Resistere 2. Dubitare Di Te 3. Dimmi Cosa Fare 4. Tra Le Bombe 5. Dolce Sensazione 6. Tu Mi Dirai 7. Non Mi Fa Più Male 8. Prendi Questa Mano 9. Nessuna Luce 10. Senza Di Te 11. Sento Freddo 12. Tutti Al Mare

Membri della band:

Jack Tormenta alla voce e chitarra, Marco Orsini alla batteria e Massimiliano Lambertini al basso

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