The Darkness: recensione di Motorheart

The Darkness

Motorheart

19 Novembre 2021

Cooking Vinyl

genere: hard rock, heavy metal, glam rock, punk blues, punk ‘n roll

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Recensione a cura di Chiara Profili

A distanza di due anni da Easter is Cancelled, la band inglese The Darkness pubblica Motorheart, il settimo lavoro in studio per Justin Hawkins e soci.

Tutti quanti ricordiamo lo scoppiettante esordio dei Darkness nel 2003. Permission to Land è stato uno dei pochi episodi felici nel panorama rock dei primi anni 2000, dominati da quell’abominio chiamato nu metal. Da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata veramente tanta per la band londinese e le tutine indossate da Justin sono ormai inquantificabili.

In questo ultimo lavoro, composto da nove tracce (12 nella versione Deluxe), i Darkness vogliono finalmente essere presi sul serio, sfoggiando sì la loro solita ironia, ma anche virtuosismo musicale e maturità compositiva.

Sebbene siano moltissimi i rimandi a gruppi del passato (specialmente degli anni ’70 e ’80, sfiorando anche i ’90), il quartetto britannico riesce ad avere un proprio ed inconfondibile stile, coadiuvato dall’unicità della voce del frontman e dal suo famosissimo falsetto.

Justin pattina su melodie di stampo Aerosmith, riff a metà tra Led Zeppelin e AC/DC, schitarrate alla Van Halen e il rock ‘n blues dei Motörhead, senza dimenticare il garage punk scandinavo dei Turbonegro, qualche pennellata glam e addirittura un episodio new wave. Ciò che sorprende (in positivo) è il tentativo di distaccarsi, seppur non riuscendoci sempre, da quelle sonorità in stile Queen che avevano contraddistinto la band fin dagli inizi.

Le tracce si susseguono incalzanti, per una durata complessiva (nella versione standard) di poco più di mezz’ora. Un ascolto piacevole e vivace, che raggiunge la vetta con il secondo singolo estratto, Nobody Can See Me Cry.

Con Motorheart, i Darkness proseguono lungo il percorso tracciato da Easter is Cancelled, migliorandosi, ma rimanendo fedeli a se stessi. Justin e Daniel Hawkins, Frankie Poullain e Rufus Taylor si confermano come abili musicisti, fini amanti delle belle melodie e superbi intrattenitori.

Tracklist:

1. Welcome Tae Glasgae

2. It’s Love, Jim

3. Motorheart

4. The Power And The Glory Of Love

5. Jussy’s Girl

6. Sticky Situations

7. Nobody Can See Me Cry

8. Eastbound

9. Speed Of The Nite Time

10. You Don’t Have To Be Crazy About Me… But It Helps *

11. It’s A Love Thang (You Wouldn’t Understand) *

12. So Long*

* tracce bonus della versione Deluxe

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