The Delines: recensione di Set Up

The Delines

Set Up

(Decor Records)

6 marzo 2026

genere: americana, alt-country, R&B, soul, jazz, soundtrack, gospel, folk, funk, bossanova

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Recensione a cura di Andrea Musumeci

A distanza di un anno dall’uscita di Mr. Luck & Ms. Doom, i The Delines tornano con The Set Up, orientando il proprio songwriting verso una dimensione più onirica e cinematografica, al confine tra musica e letteratura.

Se nel lavoro precedente seguivano le fughe on the road di romantici senza meta, qui le osservano da una prospettiva più cupa e solitaria, come in un ideale sequel ambientato nello stesso universo. Ne scaturiscono paesaggi sonori immersivi, che si trasformano in una vera e propria colonna sonora del vecchio sogno americano.

In equilibrio tra suoni essenziali e sensibilità lirica, la cifra della band di Portland si arricchisce di sfumature soul, suggestioni alt-country, venature jazz e atmosfere fumose da pellicola noir, con incursioni funk e bossanova (The Meter Keeps Ticking), effetti wah-wah cristallini e lievi riflessi jangly.

I brani si sviluppano secondo un flusso lento e dilatato, talvolta sospeso, tra ballad dagli arrangiamenti sobri e passaggi in cui pianoforte, organo e fiati di impronta milesdavisiana – ad opera di Cory Gray – scandiscono con discrezione un registro intimo, malinconico e inquieto. Delle dodici tracce, tre sono interamente strumentali (Jumping Off In Madras, Getting Out Of The Ward, The Last Time I Saw Her).

Le melodie si intrecciano con naturalezza, definendo una tessitura intimista su cui le chitarre riverberano un senso di nostalgia. A guidare la narrazione, tra canto e spoken word, è il timbro dolce, intenso e raffinato di Amy Boone, tanto confidenziale quanto ammaliante.

Il fulcro resta lo storytelling del chitarrista e romanziere Willy Vlautin, che con empatia tratteggia esistenze fragili e marginali: ritratti segnati da difficoltà economiche, aspettative disattese e scelte irreversibili. La sua visione riflette la nuova emarginazione sociale del Nord Ovest americano, mentre il titolo The Set Up allude a quella rete di circostanze che intrappola i personaggi prima ancora che ne comprendano le conseguenze.

“Quando abbiamo finito il disco, ci siamo resi conto che The Set Up era la sorella ribelle, fuorviata e solitaria di Mr. Luck & Ms. Doom”, spiega lo stesso Vlautin.

Emergono così figure come Brenda, Bonnie, Dilaudid Diane, Harold e Pearl, sospese tra il desiderio di cambiare vita e l’impossibilità di farlo davvero, come in Can You Get Me Out Of Phoenix (“puoi tirarmi fuori da Phoenix? Non ce la faccio più a stare qui un’altra settimana, devo solo far riparare la mia macchina e andarmene”). Tuttavia, raramente questo slancio conduce a un vero lieto fine: alcuni tornano, altri no. Cambiare non è mai semplice, anche quando tutto smette di funzionare.

Ogni traccia è un episodio autonomo che si muove tra corsie di ospedali, automobili parcheggiate, stanze di motel in penombra e periferie popolate da tossicodipendenti, truffatori e vagabondi (Walking With His Sleeves Down, The Reckless Life, Keep The Shades Down).

Autore di sette romanzi e fondatore dei Richmond Fontaine, Vlautin si inserisce nella tradizione narrativa americana di Philip Roth, Cormac McCarthy, Raymond Carver e John Steinbeck, mostrando affinità anche con artisti come Tom Waits, Bruce Springsteen (periodo Nebraska), Bill Callahan e Tindersticks.

La sua scrittura, asciutta e disincantata, mette al centro il divario tra aspettative e realtà, senza concedere aperture: restano dipendenze, fallimenti, sopravvivenza quotidiana e la rassegnazione per quei destini già segnati.

The Set Up consolida, dunque, l’identità dei Delines: un linguaggio essenziale e misurato, capace di convertire la disillusione in materia narrativa e soprattutto emotiva.

Tracklist:

1. The Set Up Part 1 2. Can You Get Me Out Of Phoenix 3. Jumping Off In Madras 4. Dilaudid Diane 5. Keep The Shades Down 6. Getting Out Of The Ward 7. The Set Up Part 2 8. The Reckless Life 9. Walking With His Sleeves Down 10. The Meter Keeps Ticking 11. The Set Up Part 3 12. The Last Time I Saw Her

Membri della band:

Amy Boone – voce, chitarra
Cory Gray – tastiere, tromba
Sean Oldham – percussioni, voce
Freddy Trujillo – basso, voce
Willy Vlautin – chitarra, voce

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