Sick Tamburo: recensione di Sick Tamburo

Sick Tamburo

Sick Tamburo

La Tempesta Dischi

10 aprile 2009

genere: punk rock, alternative rock

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Il 10 aprile del 2009, uscì, per La Tempesta Dischi (casa discografica famosa per aver prodotto artisti come Giorgio Canali, Le Luci Della Centrale Elettrica, il Teatro Degli Orrori e molti altri), Sick Tamburo, il primo album della omonima band.

Si tratta di un disco il cui genere trova collocazione tra il punk rock californiano degli anni ’90 e l’alternative rock. I Sick Tamburo nacquero dopo lo scioglimento dei Prozac+, per idea di Gian Maria Accusani ed Elisabetta Imelio, con gli pseudonimi rispettivi di Mr. Man e Boom Girl, ai quali si aggiunsero Doc Eye alla batteria e String Face al basso.

I moniker vennero adottati, in un primo momento, per mantenere l’anonimato dei membri della band, tanto che nel primo videoclip, quello di Tocca 24/7, nascosero il volto dietro a delle maschere bianche, ma dato che furono immediatamente riconosciuti dai fans decisero di rivelare le proprie identità. Il nome della band venne inizialmente scelto da Accusani per un progetto di percussioni noise, il quale si chiamerà in seguito Hard Core Tamburo, e poi mantenuto per la band che iniziò a far
parlare di sé grazie a MySpace, un vecchio social network che, nel primo decennio del 2000, ha fatto la fortuna di molti artisti indipendenti.

Musicalmente, l’album non presenta virtuosismi tecnici né tantomeno musicalità complesse, tenendo fede al concetto punk che lo anima, ma crea un piacevole muro di suono, con una bella
chitarra distorta in evidenza, che farà da filo rosso fino a fine disco. Si tratta di un album molto coerente, con una introduzione e un outro collegate, ossia Sick Tamburo e Orubmat Kcis, due brani vagamente psichedelici che presentano come unica vera differenza, come suggeriscono i titoli, il back-masking del nome della band nel brano di coda del
progetto.

Vocalmente, Elisabetta Imelio, che canta tutti i brani del progetto, lascia poco spazio alle melodie e alla “sensualità”, preferendo a queste delle linee molto dirette e taglienti, che tengano fede al contenuto dei testi. Dal punto di vista lirico, infatti, ci troviamo di fronte a un disco molto divertente e interessante che
fa dell’ironia e dell’irriverenza il suo punto di forza, non per questo tralasciando contenuti e “riflessioni” degne di nota.

La prima cosa che salta all’orecchio è la ripetizione, sistematica ed ossessiva, di alcune parole specifiche, attorno alle quali si sviluppano tutti i significati, palesi o celati, dei brani. Molte volte questi danno l’idea di poter essere interpretati in più modi, ad esempio nel caso di Topoallucinazione e di Tocca 24/7 . La prima racconta nei dettagli un’allucinazione a causa della quale Imelio vede un topo fare una serie di cose particolari come fumare, mangiare, deriderla, correrle sul petto etc.

Si potrebbe cogliere un riferimento alla società circostante, impersonata dal roditore: molte volte, nella storia della musica sono stati usati escamotage come la pazzia o le visioni per raccontare la
follia del mondo circostante. Tocca 24/7, invece, fa dei chiari riferimenti, appunto ripetendo la parola “tocca” allo sfinimento, alla sessualità e alla masturbazione, celando, in certi frangenti, dei riferimenti alla dipendenza da queste, purtroppo molto diffusa nell’epoca di internet e della pornografia “libera”.

D’altronde la tecnica della ripetizione è tipica del punk ed Accusani e Imelio ne avevano già ampiamente abusato ai tempi dei Prozac+ con brani come Acida o Piove. Il brano migliore del disco, quantomeno dal punto di vista lirico, è Non, ossia una canzone che mette in luce la negazione di qualsiasi cosa e la mancanza di interesse giovanile e nichilista, ricordando molto Io Sto Bene, brano storico del punk italiano, dei CCCP Fedeli Alla Linea.

Un altro pezzo degno di nota è Forse è L’amore, canzone che pone sul piatto il tema della perdita dei valori e la sensazione che tutto, in qualsiasi forma e a qualsiasi livello, sia incerto, per l’appunto “in forse”, chiudendo ogni quartina con un ironico ed irriverente “forse è l’amore”, colpevole fantoccio di questa sensazione reale.

Insomma, Sick Tamburo è un disco molto scorrevole e piacevole, ideale anche per un ascolto un po’ disimpegnato, ma che continua a mostrare la forza empatica dei membri del gruppo nel farsi sentire vicini alle sensazioni più profonde di chi ascolta.

Alberto Maccagno

* * *

Tracklist:

1. Sick Tamburo

2. Il mio cane con tre zampe

3. Forse è l’amore

4. Intossicata

5. Parlami per sempre

6. Tocca 24/7

7. Non

8. Dimentica

9. Topoallucinazione

10. Sogno

11. Prima che muoia ancora

12. Orubmat Kcis

Formazione:

Boom Girl – voce

Mr. Man – cori, chitarra

Doc Eye – batteria

String Face – basso

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