The Who: recensione di Tommy

Recensione a cura di Anna Tassello

Tommy è stata la prima vera opera rock nella storia della musica, il primo concept album prodotto.

Esce nel 1969, quel 1969 che rimane uno degli anni “magici” del rock. La densità di eventi è impressionante, la cultura giovanile è in piena esplosione, battaglie per i diritti civili e aspirazione alla pace ma, soprattutto, un desiderio collettivo di nuova arte. Il 30 Gennaio i Beatles suonano per l’ultima volta in pubblico, annunciando quello che sarà l’addio alla scene. Si prospetta un anno particolare, e ad agosto dello stesso anno il festival di Woodstock resterà nella storia come i famosi tre giorni di pace, amore e musica.

Il 23 maggio 1969, gli Who pubblicano Tommy e la storia del protagonista, Tommy per l’appunto, si snoda lungo i ventiquattro brani della scaletta.

“Guardami, sentimi, toccami… guariscimi”. Tommy è la storia di un ragazzo che, per colpa di un terribile trauma, si ritrova sordo, muto e cieco, ma, grazie ad un’abilità “aliena”, ovvero giocare a flipper, riesce a guarire. Un oggetto in particolare che tanto ossessiona Tommy, lo specchio, andrà in frantumi nel finale e lui finalmente ricomincerà a vivere.

La canzone forse più conosciuta è sicuramente Pinball Wizard, resa celebre dalla cover di Elton John, ma un’altra sequenza emozionante è quella composta da 1921 e Amazing Journey, brani di intensa carica emotiva. Come lo stesso Townshend ha sottolineato, questo album è stato concepito per essere ascoltato come una sola, lunga canzone: il tema principale è l’isolamento di Tommy, la sua alienazione, il suo distacco dal mondo che, soltanto nel finale, troverà finalmente pace. Tommy, ma soprattutto gli Who, combattono per arrivare alla loro libertà interiore. È impensabile, dunque, analizzare brano per brano, poiché è un album inteso nella sua totalità.

Tecnicamente è un disco straordinario: le atmosfere sono rock allo stato puro, le chitarre elettriche emergono in maniera prepotente e la batteria di quel genio di Moon è marcata e decisa. D’Altrey, poi, dà voce a tutte le emozioni di Tommy.
Un capolavoro difficile da realizzare, ma un disco notevole, gli Who: visionari e folli nel loro genere.

C’è un film, Almost Famous, nel quale viene detto che, ascoltando per intero Tommy con una candela accesa, si possa vedere il proprio futuro. E allora, quale giorno migliore per accenderne una? Buon compleanno Tommy!

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