Muddy Waters

Rolling Fork, 4 aprile 1913.

Nasce McKinley Morganfield ovvero Muddy Waters.

Con la sua voce aspra e colloquiale e la sua chitarra slide riuscì a traghettare il blues dalla piantagioni del Delta alle strade di Chicago.

Nella sua band sono passati alcuni tra i più grandi talenti blues e sulle sue canzoni si sono formate generazioni di artisti Rolling Stones, Led Zeppelin ed Eric Clapton su tutti.

Allievo di Son House dal quale apprende la tecnica del bottleneck, viene scoperto dal musicologo Alan Lomax nel 1941 mentre questi batte il sud alla ricerca di Robert Johnson (che nel frattempo è morto).

Troppo grande per quella baracca da schiavo e troppo grande per quelle piantagioni del sud.

Muddy si trasferisce a Chicago, dove nel 1947 con l’aiuto di Leonard Chess incide il suo primo 78 giri, ottenendo già l’anno successivo un grande successo con ‘I Can’t Be Satisfied’.

Da lì in poi la scalata al successo con singoli del calibro di ‘Rolling Stone’, ‘Hoochie Coochie Man’, ‘I’m Ready’, ‘Mannish Boy’, ‘Got My Mojo Working’.

Con la sua apparizione al Newport Jazz Festival del 1960 ottiene il consenso del pubblico bianco.

Gli anni ’60 lo vedono sperimentare forme di rockblues che troveranno successo nel decennio successivo, quando vince tre Grammy.

Lasciata la Chess, con la quale è stato legato per circa un quarto di secolo, inizia a lavorare sotto la regia del bluesman Johnny Winter.

Muddy morì il 30 aprile 1983 nella sua casa di Westmont.

Al suo funerale una folla di musicisti blues e fan rese omaggio ad una delle forme d’arte più genuine.

Poco dopo il suo funerale, B.B.King dichiarò a Guitar World: “Dovranno passare anni e anni prima che la maggior parte della gente comprenda quanto è stato grandioso per la storia della musica americana”.

Mick: “Signor Waters, siamo suoi grandi fan. Il nostro gruppo si chiama come una delle sue canzoni”.

Muddy: “Si?”

Mick: “Rolling Stones”.

Questa frase è tratta dal film ‘Cadillac Records’ che racconta la storia del blues e sopratutto di Muddy Waters.

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