Maurizio Solieri Gang – Live Report 09/08/19

Le feste patronali sono quegli eventi che tendiamo sempre, giustamente, a bistrattare, ma che a volte possono riservare delle piacevoli sorprese.

In questo caso il Comune di Gallese (di cui non ha importanza specificare l’ubicazione geografica) ha scelto di regalare ai propri cittadini una serata di puro rock. Cittadini ingrati, ci verrebbe da dire. Sì, perché non capita tutti i giorni di trovarsi davanti a musicisti del calibro di Maurizio Solieri e soci.

La Gang è composta dallo scatenato Max Gelsi, storico bassista di Elisa e di molti altri importanti interpreti del panorama musicale italiano, dal batterista Beppe Leoncini e dal tastierista Mimmo Camporeale, già membri della Steve Rogers Band e da un ospite d’eccezione: il cantante e tastierista Michele Luppi, attuale membro degli Whitesnake di Coverdale.

Maurizio Solieri non necessita di presentazioni (se avete qualche dubbio in merito vi consigliamo di leggere la nostra intervista), è uno dei pochi guitar heroes italiani, un vero amante del rock, un musicista spinto dalla passione per quello che fa, prima che da ogni altra cosa.

Appare subito palese quanto la dimensione della festa non sia consona alla portata degli artisti sul palco. La location sarebbe anche carina, se non spingesse il pubblico a rimanere sulle gradinate perimetrali del piazzale e quindi lontano dal palco.

Solieri e soci attaccano con l’energia dei The Who eseguendo una cover di We Won’t Get Fooled Again.

Lo show è ben strutturato: prevede l’alternanza di pezzi storici del rock n’ roll, a brani della Steve Rogers Band e della carriera solista di Maurizio.

Il momento più emozionante è quello del ricordo di Massimo Riva, mentre le cover di Whole Lotta Love e di Rock and Roll dei Led Zeppelin hanno incendiato il palco ed entusiasmato i pochi rockers delle prime file.

Michele Luppi dà sfoggio delle sue immense abilità vocali, la chitarra di Solieri incanta per carattere ed unicità, il carismatico Gelsi entusiasma mostrando un’invidiabile tecnica al basso, Camporeale scherza con il pubblico in un clima rilassato.

Il concerto è davvero piacevole, divertente, ricco di momenti dedicati all’improvvisazione. Si vede come Maurizio Solieri nutra una stima profonda nei confronti delle persone con cui lavora. Li introduce al pubblico più volte e li esorta ad eseguire degli assoli.

Un vero peccato che il pubblico non si sia reso conto del valore di ciò a cui stavano assistendo.

Nemmeno sui pezzi di Vasco è sembrata esserci qualche tipo di reazione da parte della platea, che probabilmente si trovava lì soltanto per passare una serata diversa dalla solita routine della vita paesana.

Qualche nostalgico degli anni 80, dalla folla, invoca Alzati la Gonna, il brano di maggior successo della Steve Rogers Band, e la Gang lo accontenta: il pezzo era già in scaletta.

A fine serata, nonostante il tiepido entusiasmo del deplorevole pubblico, la band sembra non voler smettere di suonare. Vengono improvvisati altri due brani, a riprova del fatto che l’amore per la musica e la passione per quello che si fa, spesso prescindono dalla situazione.

Perle ai porci.

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