Pixies: 12 ottobre 2019 – Live Report: Torino

Pixies

Live Report

Torino, Ogr – Officine Grandi Riparazioni

12 Ottobre 2019
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Immagini ricche di suggestioni e vibranti sensazioni mi accolgono alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, incantevole location teatro della seconda tappa italiana dei Pixies; impegnati nel tour europeo a supporto dell’ultimo disco pubblicato, Beneath The Eyrie.

Il sito prescelto per anni è stato ricovero manutentivo di veicoli ferroviari, oggi riqualificato e convertito in spazio affascinante in grado di accogliere nel cuore del capoluogo piemontese eventi culturali di vario genere.

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Alle 21, puntuale mi avvio sorseggiando una birra verso il palco, ammaliato dal fascino del capannone, quando vengo sorpreso dal piglio dei Blood Red Shoes, band indie-rock proveniente da Brighton(UK) opener della serata. La loro breve, ma muscolosa e incalzante, esibizione ci proietta verso le 22, ora in cui
toccherà ai folletti di Boston.

Accolti dal boato del pubblico e avvolti dall’oscurità palpitante delle OGR ecco i Pixies, puntuali, alienati
come da tradizione, schiena alla platea, nessun convenevole, zero confidenze agli indigeni.

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Spetta alla cover Cecilia Ann (The Surftones) aprire le danze: dopo settimane di annunciato sold-out mi
immergo nelle suggestioni sonore garage di uno dei gruppi più importanti e seminali degli ultimi decenni alternativi.

La lineup orfana da tempo della storica bassista Kim Deal, vede ora Paz Lenchantin (già Zwan, A Perfect
Circle) unica novità nella storica formazione: voce e chitarra Black Francis, chitarra Joey Santiago e gestione ritmica affidata come sempre alla batteria di David Lovering.

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La voce di Francis è incredibilmente pulita e potente, tale e quale ai tempi di Surfer Rosa: ululati, grida insensate non mostrano cedimenti mentre
Santiago incanta il parterre con assoli e distorsioni disperate, acide… Pixies.

Il pubblico abbraccia idealmente il viaggio nel tempo offerto dal quartetto americano creando grande
complicità, un ponte emotivo con luci, suoni e parole provenienti dal palco, una full-immersion senza sosta
nel passato, presente e futuro della musica indipendente di qualità.

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Il gruppo è in grande forma e lo si
percepisce, non una sosta, nessun break, la setlist incendia il passionale ambiente torinese che si lascia
coinvolgere intonando i grandi classici proposti in serie ma non disdegnando nemmeno le nuove
produzioni.

Wave Of Mutilation, Caribou, Monkey Gone To Heaven, Los Surfers Muertos e poi ancora un’esecuzione da lacrime di Where Is My Mind?

Repentini cambi di chitarra per Francis e Santiago. Here Comes Your Man, i colpi finali con altri momenti epici, Gouge Away e Dabaser.

36 brani, circa due ore
tirate, magnificenza e generosità: una cavalcata tra struggente bellezza e mitologia fino ai sobri saluti. Un
veloce abbraccio di gruppo, l’inchino verso migliaia di braccia tese, come in apertura nemmeno una parola, solo
qualche accennato sorriso.

L’arte riempie l’aria, l’atmosfera è da brividi, emotività e rispetto nel lasciarsi, non servono inutili versi quando bastano semplici gesti significativi per capirsi.

Grazie Pixies, è stato superbo.

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Setlist:
Cecilia Ann (The Surftones)
St. Nazaire
Rock Music
Isla de Encanta
River Euphrates
On Graveyard Hill
Wave of Mutilation
I’ve Been Tired
Brick Is Red
Dead
Los Surfers Muertos
Caribou
U-Mass
Monkey Gone to Heaven
Planet of Sound
Nimrod’s Son
Bird of Prey
Ed Is DeadCactus
Ready for Love
Here Comes Your Man
Motorway to Roswell
Catfish Kate
Ana
Mr. Grieves
Where Is My Mind?
Death Horizon
Vamos
The Holiday Song
Daniel Boone
Velouria
Gouge Away
Bone Machine
Hey
Debaser
Tame
No. 13 Baby

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