
Articolo e foto a cura di Stefania Milani
Li vedo entrare con drappi e mantelli, pellicce e cinture di cuoio. La luce si abbassa, si fa soffusa tra bagliori rossi nel buio. Un suono sordo, barbaro, viscerale riempie la sala. Non mi trovo davanti alla solita band di supporto. La mia attenzione si focalizza istintivamente, ritrovando nella memoria le immagini delle più belle feste celtiche, pagane e tolkeniane a cui ho assistito anni fa in Italia.
Vengono da Newcastle. LN, da pronunciare come lo spelling — El-En — oppure come una misteriosa Helen: creatura del subconscio, sembianza femminile o rappresentazione demoniaca, strega medievale, elemento trascendentale o maledizione del passato. Non è una coincidenza: il nome della frontwoman è proprio Ellen.

Le sonorità si fanno possenti, gli sguardi del pubblico si lasciano rapire. Inizia una performance teatrale o, come scrivono loro stessi sul sito, “adrenalinica, quasi spirituale, che incanala la potenza dei loro antenati pagani”.
I brani si susseguono, brutalmente incantevoli, mentre le movenze sul palco raccontano vendette sospese, un passato che riecheggia, atteggiamenti borderline ed esorcismi necessari, trofei che sembrano arrivare direttamente dagli inferi.
Fili di foglie rigogliose si attorcigliano alle aste del microfono, come se la musica fosse l’antidoto capace di riportare alla vita. Un piccolo dettaglio, un elemento naturale che crea un contrasto fortissimo nel contesto diabolico: mentre facciamo amicizia con il maligno, nel conoscerlo, finiamo per neutralizzarlo.

LN mi ha entusiasmata e, una volta rientrata a casa, non ho potuto fare a meno di ascoltarli ancora e guardare i loro video su YouTube. Fenrir è la più recente ed è davvero trascinante. The Slaughter è altrettanto potente e sono felice di averle ascoltate dal vivo mentre continuo a scoprire tutto il resto della loro produzione.
Mi addormento immaginando LN intorno ai falò e ai rituali delle feste delle terre del Nord, dove le scintille delle fiamme si intrecciano con il lume delle lucciole sotto le stelle delle notti d’estate e noi, sospesi tra luce e oscurità, lasciamo andare le nostre paure.

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