The Zac Schulze Gang: recensione di Straight to It

The Zac Schulze Gang

Straight to It

26 settembre 2025

Ruf Records

Genere: rock, blues rock

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Recensione a cura di Stefania Milani

Sarà The Zac Schulze Gang la prossima big thing del rock britannico? Oggi vi parlo di una delle novità più interessanti del panorama musicale inglese, una band che sembra promettere davvero molto bene per il futuro.

Come li ho conosciuti? A Cardiff ci sono due o tre piccole venue che offrono musica dal vivo di altissima qualità e che ho iniziato a frequentare saltuariamente appena arrivata in città. Lontano dal sovraffollamento dell’enorme offerta londinese, qui arriva una selezione già filtrata qualitativamente, perfetta per vivere dopocena distillati come un buon panel di whisky e brandy tra cui scegliere.

Parlo di locali come The Globe, Clwb Ifor Bach e il Tramshed, lontani dalle arene e dagli stadi, dove germogliano le nuove generazioni della musica inglese che, al pari del nostro buon cibo italiano, meriterebbe quasi un riconoscimento UNESCO. Qui, per esempio, ho visto gli Amble, che oggi riempiono arene irlandesi nel giro di pochissimo tempo.

Così mi è apparso più volte il post insistente di questa band che, dal nome, pensavo fosse teutonica o qualcosa del genere. Invece no. The Zac Schulze Gang viene da Gillingham, nel Kent, nel sud-est dell’Inghilterra, e si percepisce chiaramente che ci sono radar importanti puntati su di loro.

Oggi vi racconto il loro primo album in studio, Straight to It, uscito il 26 settembre 2025 per Ruf Records. La band si presenta come blues rock, ma in realtà propone un suono estremamente fluido, capace di includere punk, hard rock, classic rock, country, jazz, soul, pop e britpop.

La traccia d’apertura, The Rocker, inserisce subito la sesta marcia all’intero album e mi ha conquistata grazie al virtuosismo veloce e spumeggiante dell’assolo al minuto 2:40, che ho percepito immediatamente come familiare. I Won’t Do This Anymore rivela invece l’anima blues della band, con un utilizzo incisivo dell’armonica che rende il brano fresco e moderno.

High Roller plana sul rock più classico senza negarsi nulla: l’intro ricorderà inevitabilmente Life in the Fast Lane degli Eagles, ma in una versione più veloce e contemporanea. Betterland esplora territori britpop e, in diverse interviste, la band ha confermato il proprio apprezzamento per gli Oasis. Nonostante questo, lo stile rimane personale e riconoscibile.

Running Dry aumenta ulteriormente la velocità, portandoci in territori punk, prima di rallentare nel solco delle ballate con Angeline. Le tracce successive rialzano nuovamente il ritmo fino a concludersi con le sonorità sognanti di Things Change. L’album è davvero piacevole e continuo a dedicargli ascolti periodici.

Dovrò aspettare fino al 2027 per assistere a un loro live, descritto da molti come particolarmente ad alto voltaggio, capace di mettere in evidenza una chitarra fresca ma rispettosa della tradizione. E non mancherò di raccontarvi anche quell’esperienza.

The Zac Schulze Gang è composta da:

  • Zac Schulze – frontman e chitarrista
  • Ben Schulze – batterista
  • Ant Greenwell – bassista

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