
Articolo a cura di Stefania Milani
“Non è certo Suzi Quatro.”
Questa frase l’ho letta e sentita ogni volta che una nuova bassista cercava di farsi strada tra lo scetticismo generale.
Finalmente ho potuto coglierne appieno il senso quando, un paio di settimane fa, ho assistito al suo concerto al Forum di Bath.
Le premesse erano già ottime: il nuovo album, uscito il 27 marzo, Freedom, per Chrysalis Records. La title track è fresca e accattivante; l’intero lavoro conferma l’influenza di Elvis Presley e include anche una collaborazione con Alice Cooper in Kick Out the Jam. Cito anche Can’t Let It Go, brano di particolare carattere.

Quando mi trovo davanti a star di questo calibro, appartenenti a una generazione diversa dalla mia, mantengo sempre un approccio umile: ciò che non si è vissuto perché precedente alla propria nascita si può comprendere solo con lo sguardo dello spettatore, non con quello dell’esperienza diretta. Posso però dire che il concerto di Suzi Quatro colma questa distanza, trasformandosi in una sorta di documentario dal vivo della sua vita, capace di diventare un’autentica esperienza di studio e approfondimento.
L’evento si articola infatti in due set che ripercorrono tutta la sua storia: dalla prima band fondata con la sorella, The Pleasure Seekers, fino all’esplosione della carriera che l’ha consacrata come prima donna rockstar, portando il basso al centro della scena.
Ricordi e aneddoti si susseguono nell’arco di due ore, accompagnati da foto e video. Avevo dimenticato, ad esempio, la sua presenza nel cast di Happy Days.

Suzi Quatro, peraltro, ha radici italiane: il cognome Quatro deriva da Quattrocchi, quello del nonno emigrato negli Stati Uniti.
Tra le gemme della serata, la cover di Bad Moon Rising dei Creedence Clearwater Revival, la sua voce sempre squillante e gli assoli di basso, autentiche perle.
Una ragazza vintage che non invecchia mai, capace ancora di dominare il palco in una tutina di pelle nera, con basso coordinato, inseguendo la libertà sulla strada della vita meglio di tanti più giovani, senza mai perdere l’umanità dei ricordi più belli.
Un esempio di energia e positività per chi considera l’età soltanto un numero.

© 2026, Fotografie ROCK. All rights reserved.
