The Worst Horse: The Illusionist

The Worst Horse

The Illusionist

Karma Conspiracy Records

2019

Hard rock, blues, stoner

[voto 4/5]

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La Karma Conspiracy Records ha pubblicato The Illusionist, il primo full-lenght della band milanese The Worst Horse, un concept che si rifà all’immaginario fumettistico di stampo bonelliano, come rivela la copertina di Alessandro Iannizzotto.

Il sound dei The Worst Horse è caratterizzato da riff duri ed accattivanti, atmosfere cupe, noir, e ritornelli di impatto, che ricordano le sonorità dei primi Motörhead, gli Skid Row di Slave to the Grind, i Metallica di metà anni ’90 i Down di Phil Anselmo ed i norvegesi Kvelertak.

The Illusionist racchiude 10 canzoni, 10 autentiche frustate sulla schiena dell’ascoltatore: come un orso grizzly che si scaglia contro un gruppetto di hippie ricoperti di miele.

I testi di David Podestà si ispirano alla letteratura lovecraftiana, ai libri di magia di fine Medioevo, ai killer seriali e alle pellicole horror tratte dai racconti di Stephen King.

David racconta il lato decadente, diabolico e depravato dell’essere umano, attraverso il suo potente timbro vocale blues, rauco, alcoolico ed erotico.

I The Worst Horse amano definirsi “la peggior band del pianeta“; non a caso, proprio i Motorhead, ad inizio carriera, furono i primi ad autocelebrarsi come “the worst band in the world”.

La prima traccia, Tricky Spooky, parte subito in maniera impetuosa e spaventosa: una frustata heavy che spacca le ossa, un bel ritornello ruffiano e quel virtuosismo hard rock classico che ricorda gli Skid Row di Monkey Business.

Il brano 313 Pesos ricalca lo stile dei Deep Purple, mentre la titletrack, Circles e XIII riprendono le sonorità southern dei Down e quelle più dure NWOBHM.

Il rock & roll blues esce fuori in Leather Face: rumoroso e minaccioso come quello dei Motörhead, sensuale come quello di Chuck Berry, mentre Grimorium è ruggine e mescalina, nello stile dei Cactus di One Way or Another.

La storia dell’Illusionista viene raccontata attraverso la caduta morale dell’essere umano, incapace di contrastare i suoi demoni.

Del resto, già negli anni ’90, Marylin Manson aveva capito le paure della società. Col tempo, abbiamo perso la certezza di ciò che è giusto o sbagliato. Ed il rock non ha fatto altro che seguire lo stesso percorso di ogni altro settore della confusa cultura pop.

Alla fine, in un mondo dove nulla è come appare, non ha alcuna importanza che voi siate il cavallo migliore o peggiore. Tolstoj ne sarebbe contrariato.

Line-Up:

David Podestà, voce

Omar Bosis, chitarra

Francesco Galimberti, batteria

Riccardo Crespi, basso

Tracklist:

1. Tricky Spooky

2. 313 Pesos

3. The Illusionist

4. Circles

5. Leather Face

6. Grigorium

7. XIII

8. Blind Halley

9. Elevator to Hell

10. It

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