Il Wedding Kollectiv: recensione di Brodo

Il Wedding Kollektiv

Brodo (EP)

Neontoaster Multimedia Dept

25 giugno 2021

genere: alternative rock, elettronica, spoken word, fusion strumentale

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Recensione a cura di Mamunia

Alessandro Denni è autore, musicista e produttore: fonda Il Wedding Kollektiv coinvolgendo amici e musicisti con cui aveva precedentemente collaborato in altri progetti musicali.

Chiama a raccolta un’ensemble di musicisti del circuito indipendente romano, per dare forma a Brodo, il primo EP de Il Wedding Kollektiv. Dopo oltre due anni di gestazione, sarà pubblicato il prossimo 25 giugno, sia in streaming digitale che in LP limited edition numerata.

Alla voce c’è Tiziana Lo Conte (già nei Gronge, Goah e Roseluxxx), Claudio Moneta è alla chitarra e Inke Kühl è al violino e sax, mentre Alessandro Denni si occupa di synthesizers e drum machine. Il quartetto è completato dalla batteria di Chiara Iacobazzi, dal basso e violoncello di Federico Scalas e dalla tromba di Stefano Di Cicco. Questi sono gli interpreti principali di un’opera musicale a metà strada tra la fusion di jazz e rock, nella cornice di una sorta di musicoteatro .

A teatro, infatti, tutto è finto ma niente è falso. Il pubblico si emoziona, si commuove, è travolto da costrutti e artefatti narrativi, si identifica nei personaggi, si lascia stregare dalle allusioni di testi evocativi.

Di Brodo emergono proprio questi tratti caratteristici e vengono applicati alla musica entro la forma creativa della canzone e la sua stessa destrutturazione.
Questo EP, infatti, scorre senza dare riferimenti: si assiste a una fusione strumentale, in un mescolamento di generi, con incursioni strumentali sottese ai testi di una giovane scrittrice romana, JLF, in una continua rivelazione di significati inaspettati e sorprendenti. In questo senso, Tiziana interpreta i brani con un risultato disorientante ma allo stesso tempo coinvolgente, tanto nelle parti cantate quanto in quelle recitate.

L’intuizione alla base di Brodo resta in parte misteriosa, proprio come l’incantesimo dell’arte. I cinque brani che lo compongono sono il risultato di un processo di sintesi, al termine di una fase compositiva dallo scopo terapeutico che Alessandro Denni ha portato avanti dal 2017, a Berlino, dove attualmente risiede in un momento personalmente complicato.

Dalle venti composizioni iniziali, i brani sono stati ridotti e rielaborati a 6 mani, con un risultato forse proprio per questo motivo così variegato, attraverso la sovrapposizione di idee dichiaratamente provenienti dagli ascolti più disparati. Sembrano sfuggire alla vita in diagonale e, per continuare la citazione, si spezzano in mille spume per accelerare calde influenze. Si tratta, cioè, di composizioni che non rinunciano a una certa linea melodica, ma che si permettono digressioni e inversioni di marcia improvvise.

Come dall’ipotetico ambiente ancestrale del brodo primordiale si è spontaneamente generata la vita, così l’EP Brodo ha saputo rielaborare le vicende personali del suo autore, che infatti si interroga: “può, da un momento molto difficile e di sofferenza personale, nascere bellezza e piacere?”.

La sensazione è quella di un rimescolamento delle carte, in una interazione musicale e personale che si risolve per comunicare prima di tutto a se stessi.

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Credits: Musica di Alessandro Denni, Tiziana Lo Conte e Claudio Moneta. Testi di Giulia D’Alia.

Tracklist:

1. Ipersfera Relazionale
2. Ciò Che Resta Del Fuoco
3. L’astronomo
4. Sabato 16 Giugno
5. A Proposito Del Tuo Candore

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