Paolo F. Bragaglia & Ganzfeld Frequency Test: recensione di The Man From The Lab

Paolo F. Bragaglia & Ganzfeld Frequency Test

The Man From The Lab

Minus Habens Records

5 novembre 2021

genere: industrial, dark ambient, elettronica, kraut cosmica, sci-fi, new wave, sonorizzazioni multimediali, trip-hop, lounge

_______________

Recensione a cura di Andrea Musumeci

A distanza di 15 anni dalla pubblicazione di Mystere Du Printemps, il compositore elettronico marchigiano Paolo F. Bragaglia torna sulle scene musicali con un nuovo lavoro in studio intitolato The Man From The Lab, prodotto in comproprietà con la coppia di producer Ganzfeld Frequency Test e concepito durante i primi lockdown, come reazione emotiva al clima distopico di quel contesto sociale.

Con sette album pubblicati e illustri collaborazioni con diversi musicisti, registi e artisti vari, e nell’intenzione di voler connettere arte visuale e musica, Paolo F. Bragaglia continua a portare avanti e ad alimentare la sua dedizione alla sperimentazione, osservando e manipolando il flusso dell’arte da ogni angolazione, da ogni prospettiva: colonne sonore, danza, teatro, gallerie d’arte, spot pubblicitari, documentari, musica per televisione e film proiettati in festival di tutto il mondo.

Sfruttando le infinite possibilità a disposizione della musica elettronica, come prolungamento degli impulsi sinaptici della mente umana, Paolo F. Bragaglia, da assennato, poliedrico e passionale ricercatore di architetture sonore quale è, mette la sua profonda esperienza analogica al servizio delle nuove tecnologie digitali, creando e assemblando sonorità che rievocano l’elettronica strumentale del passato, ma attraverso una visione moderna, ripercorrendo in maniera ossequiosa quel linguaggio binario kraftwerkiano che, immaginando con largo anticipo quella sarebbe poi diventata la società contemporanea, fa da anello di congiunzione narrativo tra le idee progressiste del vecchio mondo, la alienante staticità del presente e la preoccupante incertezza del futuro.

Le nove canzoni che compongono The Man From The Lab, dove i titoli di alcune tracce richiamano i nomi di animali-cavie destinati agli esperimenti biologici da laboratorio, evidenziano la dinamica evoluzione del rapporto simbiotico tra software e hardware, tra uomo e macchine, definendo, di fatto, un concept avantgarde multidimensionale e rigorosamente strumentale, eccezion fatta per The Black Swan, unico brano cantato.

Mescolando le atmosfere glaciali della new wave (cold wave) alla circolarità liquida di dissonanze industriali, alle quali si vanno ad aggiungere riverberi notturni trip-hop, l’oscuro incedere dark ambient, contaminazioni robotiche moroderiane, pulsazioni cardio-techno primordiali e sonorizzazioni sci-fi carpenteriane, Paolo F. Bragaglia riesce a imbastire e cucire linee fluide e sintetiche che fluttuano all’interno del perimetro tridimensionale della psichedelia cosmica, mantenendo ogni singolo componente elettronico ed emozionale di Man From The Lab incollato a una raffinata bolla estetica retrofuturista, lasciandosi cullare dalle onde remote della nostalgia e accarezzando la fertilità rassicurante dei tempi andati per compensare l’aridità dell’attualità.

https://www.facebook.com/paolobragagliamusic

Tracklist:

1. Monkey

2. Mixture

3. The Man from the Lab

4. Black Swan

5. Rabbit’s Run

6. Bat

7. Stirrers

8. Dust

9. Dawn of the Mouse

Credits:

Composto, prodotto e mixato in casa da Paolo F. Bragaglia con la collaborazione di Ganzfeld Frequency Test
Voce in “Black Swan” di Paolo F. Bragaglia.

Masterizzato da Paolo Ojetti @ Castaway Studio, Civitanova Marche (MC)
Grafica e trailer di Massimo Macellari
Foto di Marco Bragaglia.

© 2021, Fotografie ROCK. All rights reserved.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.