Mark Lanegan: i 10 brani da riscoprire

Per commemorare la scomparsa di Mark Lanegan, avvenuta martedì 22 Febbraio 2022, abbiamo pensato al format dei 10 brani da riscoprire. Questa volta, nell’elenco non saranno presenti solo pezzi meno conosciuti, ma anche alcuni dei suoi successi, per permettere a chiunque, anche a chi non lo conoscesse bene, di rivivere la sua carriera, tra gli Screaming Trees, il percorso solista e le varie collaborazioni.

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Articolo a cura di Chiara Profili

1986 – Clairvoyance (Screaming Trees – Clairvoyance)

Forse non tutti sapranno che gli Screaming Trees, prima di cedere al richiamo del grunge, suonavano con uno stile che virava dal garage rock al rock psichedelico, con spruzzate di punk. Il loro primo full length, Clairvoyance, è un lavoro acerbo, ma che merita sicuramente un ascolto, al fine di comprendere le radici della band statunitense.

1992 – Nearly Lost You (Screaming Trees – Sweet Oblivion)

Dopo i primi tre album, lo stile degli Screaming Trees comincia a mutare, fino a sfociare completamente nell’alternative rock con l’approdo alla major Epic Records e dopo la breve parentesi con la Sub Pop. Sweet Oblivion, secondo lavoro edito dalla Epic, è sicuramente il disco di maggior successo della band di Lanegan. Nearly Lost You è, senza dubbio, il manifesto di quegli Screaming Trees che stavano provando a sfondare nel panorama grunge e che rimarranno, però, confinati in seconda linea, alle spalle del più noto quartetto composto da Nirvana, Alice in Chains, Soundgarden e Pearl Jam.

1990 – Where Did You Sleep Last Night (The Winding Sheet)

Nel corso degli anni ’90, durante e dopo la sua esperienza con gli Screaming Trees, Mark Lanegan pubblica quattro dischi con la Sub Pop, orientandosi verso il folk blues. Ed è proprio nella prima di queste quattro release, The Winding Sheet, precendente al successo di Sweet Oblivion, che Lanegan inciderà una cover di Where did You Sleep Last Night, brano del bluesman Lead Belly, successivamente riproposto dai Nirvana nel noto Mtv Unplugged. Sono presenti, in alcune tracce dell’album, anche Jack Endino e gli stessi Krist Novoselic e Kurt Cobain (proprio in Where Did You Sleep Last Night).

1995 – Slip Away (Mad Season – Above)

Il 1995 è l’anno dei Mad Season. Il supergruppo, composto da Layne Staley (Alice in Chains), Mike McCready (Pearl Jam), John Baker Saunders (The Walkabouts) e Barrett Martin (Screaming Trees) ha pubblicato un solo disco, Above, al quale prese parte anche Mark Lanegan come voce solista in tre tracce, Locomotive, Black Book of Fear e Slip Away, e come seconda voce in I’m Above e Long Gone Day.

2002 – Song for the Dead (Queens of the Stone Age – Songs for the Deaf)

Gli anni 2000, per Mark Lanegan, sono all’insegna delle collaborazioni. La prima, e una delle più riuscite, è quella con i Queens of the Stone Age, metal stoner band nata dalle ceneri dei Kyuss e dalla mente di Josh Homme. Con i QOTSA, Lanegan pubblicherà Songs for the Deaf, il miglior lavoro del gruppo, al quale parteciperà anche Dave Grohl nelle vesti di batterista. Sebbene il leadsinger fosse Homme, uno dei migliori brani del disco è proprio questa Song for the Dead, cantata, invece, da Mark Lanegan.

2008 – God’s Children (The Gutter Twins – Saturnalia)

Saturnalia è l’unico full length nato dal matrimonio artistico tra Mark Lanegan e Greg Dulli, leader degli Afghan Whigs, sotto il moniker The Gutter Twins. Insieme a Dulli, già produttore di Ballate per Piccole Iene degli Afterhours, Lanegan accompagnerà la band di Manuel Agnelli nella data romana del loro tour del 2006 e, successivamente, reinciderà con loro Pelle, brano contenuto nel remaster di Hai Paura del buio?.

2010 – Come Undone (Isobel Campbell & Mark Lanegan – Hawk)

Non si può tralasciare il riuscito connubio tra Mark Lanegan e Isobel Campbell, voce femminile dei Belle and Sebastian. Il duo pubblicherà in totale tre dischi, tra il 2006 e il 2010, adottando uno stile folk blues che risulta sensuale e delicato. In questa Come Undone, è impossibile non sentire gli echi di quella I Put a Spell on You portata al successo da Nina Simone.

2017 – Looking for the Rain (UNKLE – The Road: Part I)

Questo è un brano sorprendente, distante anni luce dalle acque in cui Mark Lanegan aveva sempre navigato. Eppure, la sua collaborazione con il collettivo trip hop UNKLE funziona alla perfezione: la voce di Lanegan si fonde con le atmosfere desertiche e spaziali del brano, in un crescendo di pathos e intensità. Un’ulteriore prova della versatilità della timbrica vocale di questo artista straordinario.

2019 – Night Flight to Kabul (Mark Lanegan Band – Somebody’s Knocking)

Ad un certo punto della sua carriera, negli anni 2000, Lanegan comincia a firmare i suoi dischi come Mark Lanegan Band. In questa release, l’undicesima da solista, Mark si concede all’elettronica, continuando sulla strada della sperimentazione, già intrapresa più volte nel corso del nuovo millennio.

2021 – Inside of a Dream (Cult of Luna – The Raging River)

Una delle ultime incisioni del compianto Lanegan è sicuramente quella con la band svedese Cult of Luna. Nell’EP The Raging River (di cui trovate la recensione qui) Mark Lanegan canta, con un andamento quasi liturgico, nel suggestivo southern noir di Inside Of A Dream.

Sappiamo bene che la carriera di Mark Lanegan non potrà mai essere riassunta in soli dieci brani, ma speriamo di aver stuzzicato la vostra curiosità con questo articolo e di aver reso omaggio ad un grande artista, che ci ha lasciati troppo presto.

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