Small Faces: recensione di Immediate Album Collection

Small Faces

Immediate Album Collection

Sanctuary Records

2005

genere: rhythm & blues, psichedelia, beat

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Recensione a cura di Mamunia

Dopo aver ottenuto il disco d’oro in UK con la Ultimate Collection nel 2003, due anni dopo la Sanctuary Records prova a ripetere il colpaccio puntando ancora sul fascino degli Small Faces e riproponendo una riedizione di tre classici degli anni 60.

Le repliche su CD delle originali edizioni in vinile contenute nella box della Immediate riportano alla luce tre pietre miliari della cultura Mod e della psichedelia britannica: l’omonimo Small Faces, Ogden’s Nut Gone Flake e la raccolta The Autumn Stone. Dopo una prima esperienza con la Decca, infatti, la carriera degli Small Faces era continuata sotto l’egida della Immediate, la stessa per la quale uscirono i tre capolavori raccolti in questo cofanetto.

Il primo album della tripletta è Small Faces (1967). Rispetto all’omonimo album pubblicato per la Decca (e riedito nel 2006 con una valanga di bonus tracks), il suono è più pulito e definito, mentre la voce di Marriott si dimostra maggiormente consapevole delle proprie capacità e di quei punti forza che il successivo Rod Stewart avrebbe emulato con i Faces.

(Tell Me) Have You Ever Seen Me, Green Circles, Get Your Self Together e Eddie’s Dreaming possono sbalordire ancora oggi, ricordando agli ascoltatori più smaliziati che evidentemente quello non è stato l’anno del solo Sgt. Pepper’s. Il fine gusto artistico dei quattro mods, insomma, non si limita ai soli capi di abbigliamento.

Ogden’s Nut Gone Flake (1968) arriva l’anno successivo e rappresenta una sterzata di stile decisa. Del raffinato brit pop restano solo leggere ed eleganti reminiscenze, il sound degli Small Faces si gonfia di psichedelia, con decise incursioni blues.

Fu originariamente pubblicato con una cover circolare che poteva essere sfogliata a mostrare diverse immagini del gruppo. Nella riedizione per questo cofanetto del 2005 si è cercato di mantenere la stessa confezione all’insegna di una fedele riproduzione della versione originale, salvo le dimensioni ovviamente più ridotte del CD.

In linea con le tendenze dell’epoca, anche Ogden’s Nut Gone Flake si propone come concept album e il secondo lato è interamente incentrato sulle avventure di Happiness Stan, un personaggio impegnato nella ricerca del lato “disperso” della luna (quel dark side divenuto in seguito proverbiale): sei brani, interconnessi tra loro tramite monologhi caratterizzati da indecifrabili nonsense. Indimenticabili l’omonima canzone d’apertura, Afterglow, Lazy Sunday e Happy Days Toy Town.

I favolosi sixties stanno per volgere al termine e con The Autumn Stone (1969) vedono finalmente la luce alcune canzoni fino a quel momento mai pubblicate dagli Small Faces (Call It Something Nice, Wide Eyed Girl On The Wall), oltre che diverse hit (Here Come The Nice, Lazy Sunday) e performances live (All Or Nothing, Tin Soldier).

Ciò che rende interessante questo progetto è la scelta di associare i lati B ai pezzi più noti; questo fa dell’ottimo The Autumn Stone uno strumento prezioso per mettere ordine all’intricata discografia degli Small Faces, che conta due album ufficiali per la Immediate (Small Faces, Ogden’s Nut Gone Flake), uno per la Decca (Small Faces), due raccolte (The Autumn Stone, In Memoriam) e due album pubblicati senza che la band avesse dato il proprio avvallo (There Are But Four Small Faces, From The Beginning), senza contare le innumerevoli (e spesso inutili) raccolte e quanto prodotto dalla reunion. Assente ingiustificato l’eccellente lato B di Itchycoo Park: I’m Only Dreaming.

Questa riedizione convince rispetto alle precedenti dei singoli album perché ripropone – per quanto nei limiti di una pubblicazione su cd – l’artwork orinale e perché permette di acquistare a un prezzo piuttosto contenuto tre pietre miliari della storia del rock britannico. Ancora ampiamente disponibile tanto sul mercato dell’usato quanto del nuovo, la Immediate Album Collection è una risorsa inestimabile per immergersi nel sound di una delle band meno conosciute ma più interessanti di tutti gli anni 60.

Credits: tutti e tre gli album sono stati pubblicati originariamente per l’etichetta discografica Immediate e hanno contribuito al successo degli Small Faces, tra i massimi rappresentanti dello stile british nel mondo. “Small Faces” vuole essere contemporaneamente una dichiarazione d’appartenenza allo stile Mod e un epiteto autoironico che sta ad indicare la ridotta statura dei componenti della band: Steve Marriott, Ronnie Lane, Ian McLagan e Kenney Jones.

Tracklist:

SMALL FACES
01. (Tell Me) Have You Ever Seen Me
02. Something I Want To Tell You
03. Feeling Lonely
04. Happy Boys Happy
05. Things Are Going To Get Better
06. My Way Of Giving
07. Green Circles
08. Become Like You
09. Get Yourself Together
10. All Our Yesterdays
11. Talk To You
12. Show Me The Way
13. Up The Wooden Hills Of Bedfordshire
14. Eddie’s Dreaming

OGDENS’ NUT GONE FLAKE
01. Ogdens’ Nut Gone Flake
02. Afterglow
03. Long Agos And Worlds Apart
04. Rene
05. Song Of A Baker
06. Lazy Sunday
07. Happiness Stan
08. Rollin’ Over
09. The Hungry Intruder
10. The Journey
11. Mad John
12. Happy Days Toy Town

THE AUTUMN STONE
01. Here Comes The Nice
02. The Autumn Stone
03. Colibosher
04. All Or Nothing
05. Red Balloon
06. Lazy Sunday
07. Call It Something Nice
08. I Can’t Make It
09. Afterglow (Of Your Love)
10. Sha La La La Lee
11. The Universal
12. Rollin’ Over (Live)
13. If I Were A Carpenter (Live)
14. Every Little Bit Hurts (Live)
15. My Mind’s Eye
16. Tin Soldier
17. Just Passing
18. Itchycoo Park
19. Hey Girl
20. Wide Eyed Girl On The Wall
21. Whatcha Gonna Do About It
22. Wham Bam Thank You Mam

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