U2 – The Joshua Tree

9 Marzo 1987.

Gli U2 pubblicano il loro quinto album in studio, ‘The Joshua Tree’, per la Island Records.

Prodotto da Brian Eno e Daniel Lanois, ‘The Joshua Tree’ vinse il premio come album dell’anno alla cerimonia dei Grammy Award del 1988, occupa la posizione 26 nella lista dei 500 migliori album secondo la rivista Rolling Stone.

Diciamo che, quando ti affidi a un produttore come Brian Eno, il successo è garantito.

Il luogo che ha ispirato il titolo, e parte delle foto di questo disco, è il Parco Nazionale degli Alberi di Josuè, nel Sud della California.

Eravamo nel 1987 e va detto, a onor di cronaca, che non c’era solamente l’heavy metal.

Tra i consumatori spopolavano anche altri generi ed altri artisti di fama internazionale, come Michael Jackson con l’album ‘Bad’, Sting e George Harrison con i loro album solisti, gli immancabili Pink Floyd e Bruce Springsteen, gli Inxs con ‘I Need You Tonight’, i Pet Shop Boys con ‘It’s a Sin’, Whitney Houston con il singolo ‘I Wanna Dance With Somebody’, George Michael con ‘Faith’ e Prince con ‘Sign O’ The Times’.

‘The Joshua Tree’ è la svolta commerciale per la band irlandese, un disco con sonorità più rock and blues anni ’70, come nella canzone ‘Bullet in the Blue Sky, praticamente identica a ‘When the Levee Breaks’ dei Led Zeppelin, oppure con sonorità più new wave dark, come nel brano ‘Exit’, che ricalca le atmosfere cupe dei The Sound del periodo ‘Jeopardy’.

‘The Joshua Tree’ è un lavoro che risente della forte componente elettronica teutonica importata da Brian Eno, ed in parte prende le distanze dal mood degli album precedenti, tanto da far storcere il naso ai fan della prima ora.

Forse senza volerlo, e senza nemmeno rendersene conto, Bono scrisse la sua ‘Don’t Let Me Down’, strategicamente sistemata al termine di un trittico memorabile, forse il più alto mai raggiunto dagli U2, che nell’album ‘The Joshua Tree’ metteva in sequenza ‘Where the Streets Have No Name’, ‘I Still Haven’t Found What I’m Looking For’ e ‘With or Without You’. Una tris mica da poco.

Ho letto che Bono scrisse ‘With or Without You’ dopo aver ripetutamente ascoltato l’album ‘Climate of Hunter’ di Scott Walker.

L’idea non era solo il voler fotografare una storia classica, cioè quella di un uomo che non può vivere con o senza la sua donna, ma più che altro era quella di raccontare la tensione spirituale ed il viaggio dentro se stessi.

‘With or Without You’ è un brano che si presta a diverse interpretazioni, perché il destinatario può cambiare a seconda delle sfumature: può essere infatti rivolto a una donna, a Dio, o a Bono stesso.

‘With or Without You’ è uno dei pochi brani degli U2 che è stato suonato con diversi arrangiamenti e persino con diverse chitarre, quasi che The Edge si diverta a cambiare a ogni tour.

Tra le tante letture live, da ricordare quella di Temple, Arizona, il 4 aprile del 1987, quando gli U2 inserirono all’interno di ‘With or Without You’ alcune parti di ‘Love Will Tear Us Apart’ dei Joy Division.

‘The Joshua Tree’ è un disco che, ancora oggi, divide umori e opinioni all’interno del vasto ‘fanclub’ degli U2, attraverso infinite dispute tra i fan conservatori ed integralisti, e quelli che invece hanno compreso l’evoluzione artistica di una delle band più famose della storia della musica.

E voi, nel frattempo, avete trovato ciò che stavate cercando?

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